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In Italia le malattie non trasmissibili causano il 70% dei decessi

Dal diabete ai tumori alle patologie del cuore: le cosiddette ‘malattie non trasmissibili’ rappresentano oggi una vera ‘epidemia’ mondiale che assorbe, solo in Italia, l’80% della spesa sanitaria ed è responsabile, nel 2012, del 70% dei decessi a livello planetario. La prevenzione, però, può evitare tutto ciò: per questo la Fondazione Giovanni Lorenzini lancia un piano triennale, presentato oggi al ministero della Salute, con l’obiettivo di diffondere a 360 gradi la cultura dei corretti stili di vita.

Per ogni miliardo investito in prevenzione, se ne risparmiano tre per esami, cure e riabilitazione in 10 anni: le malattie non trasmissibili in Italia sono responsabili di 9 decessi su 10 e solo le patologie cardiovascolari costano 16 miliardi l’anno.

Sono però tutte malattie che si possono ridurre adottando appunto fin da giovanissimi stili di vita sani. Patologie diverse, ma che presentano gli stessi principali fattori di rischio: fumo, sedentarietà, dieta squilibrata, abuso di alcol o droghe.

Nei prossimi tre anni, ha spiegato il presidente della Fondazione Sergio Pecorelli, “saremo impegnati in un progetto che inizierà con la stesura di linee guida da parte di una commissione di esperti. Vogliamo individuare una serie di proposte concrete e il documento sarà elaborato insieme ai Ministeri della Salute e dell’Istruzione e ai rappresentati di medici e mondo del lavoro”.

I nuovi genitori saranno i “destinatari privilegiati dei nostri messaggi – ha sottolineato Giovanni Ugazio, Direttore Dipartimento di Medicina Pediatrica Ospedale Bambino Gesù -. I primi mille giorni di vita, cioè il periodo dal concepimento ai primi 24 mesi, sono infatti cruciali per il nostro benessere futuro”.

Inoltre, ha rilevato Giuseppe Novelli, Rettore dell’Università di Roma Tor Vergata, “alcuni fattori ambientali dei primi momenti della vita influenzano l’insorgenza di una malattia non trasmissibile anche a distanza di 10 anni.

L’approccio preventivo deve dunque coprire l’intero arco della nostra vita”. Educare tutta la popolazione alla salute è quindi “un importante investimento per il futuro dell’interno Paese”, ha concluso il direttore Generale della Prevenzione Sanitaria del Ministero, Ranieri Guerra.