Inclusione scolastica D.S.A. e Deuteranopia: A Case Report

chiloiroDott.ssa Dora Chiloiro, Dirigente psicologa specialista in psicologia clinica, psiciterapia, criminologa e neuropsicologa, ASL TA

Dott.ssa Maria Mottolese, Psicologo esperto in Psicodiagnosi, psicopatologia e neuropsicologia per l’età adulta ed evolutiva.

Siate umani: se avete un figlio

che non sa distinguere i colori,

fatene un critico d’arte piuttosto che

un macchinista ferroviario.”

Rémy de Gourmont, I passi sulla sabbia (1919)

Nel 2002 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha proposto l’International Classification of Functioning, Disability and Health (ICF), approvato da 190 nazioni, stabilendo un modello che è alla base dei Bisogni Educativi Speciali (BES- Direttiva ministeriale del 27 dicembre 2012). Un alunno ha un Bisogno Educativo Speciale quando il suo funzionamento evolutivo, educativo e di apprendimento gli crea problemi. Una scuola inclusiva risponde ai BES “per tutti e per ciascuno”, ossia a tutti gli alunni disabili, con difficoltà e svantaggio economico-socio-culturale in coerenza con il modello ICF, che guarda al benessere globale di tutti gli individui quale risultato di positiva interazione fra fattori bio-psico-sociali ed il loro contesto ambientale e personale di vita.

A tutela dei bambini con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) vi è anche la Legge 8 ottobre 2010 nº 170 “Nuove norme in materia di disturbi specifici dell’apprendimento in ambito scolastico” che riconosce la dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculia quali disturbi specifici di apprendimento; inoltre importante è stata la stesura delle “Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con disturbi specifici di apprendimento”. Nonostante ciò l’inclusione di bambini e ragazzi con DSA spesso viene vissuto come difficoltoso in molte realtà scolastiche, soprattutto quando vi sono casi di comorbidità. Di seguito proponiamo un caso di Disturbo misto delle capacità scolastiche in comorbidità a Deuteranopia, ossia un’anomalia della visione cromatica in cui chi ne è affetto confonde il rosso con il verde.

Caso Clinico: Breve Anamnesi

Gravidanza fisiologica. Nato a termine da parto spontaneo, nessuna problematica riscontrata pre, peri e post natale.

Peso alla nascita: 3,150 Kg. Primi atti dello sviluppo nella norma.

Linguaggio verbale in ritardo; controllo sfinterico e sviluppo posturo-motorio in epoca.

Non viene riferita alcuna familiarità per patologie genetiche e neuropsichiatriche con insorgenza in fanciullezza.

A 12 anni viene fatta in altra sede diagnosi di Disturbo Specifico dell’Apprendimento e di Funzionamento Intellettivo al Limite.

Giunge alla nostra valutazione all’età di 14 anni; ha completato la I classe media superiore di un Istituto Professionale per Odontotecnici con molte difficoltà, in particolare nella chimica, nonostante la stesura e l’implementazione del PDP (Piano Didattico Personalizzato). Gli insegnanti chiedono ai genitori una valutazione approfondita atta a valutare se il ragazzo possa continuare il percorso di studi intrapreso a fronte del Disturbo Specifico di Apprendimento in comorbidità con difficoltà nel riconoscimento dei colori. La preoccupazione principale consta nel comprendere se il ragazzo riesce a distinguere il bianco dagli altri colori (in particolare dal rosso e derivati, per il colore delle gengive) e se può frequentare i laboratori pratici ad esempio per miscelare i diversi componenti ed applicare gli stampi per l’arcata dentinale.

Valutazione Diagnostica

Appare tendenzialmente timido nelle prime fasi di conoscenza, in seguito collabora durante le prove risultando attento e concentrato. L’eloquio spontaneo è normoprosodico e corretto. Durante le prove utilizza lenti correttive per la vista.

Viene somministrato un protocollo neuropsicologico strutturato atto ad indagare le aree degli apprendimenti scolastici, del riconoscimento e discriminazione dei colori e dell’intelligenza (vedi Tab.1).

Al test di intelligenza non verbale, Matrici Progressive di Raven, risponde a tutti gli items presentati con performance corretta in 35 item su 60. Ottiene con una prestazione che si colloca al 39° centile, all’interno del gruppo III- con categoria di prestazione “medio-bassa” e QI pari a 90.

Dall’analisi qualitativa dei risultati si evince come il ragazzo possieda una sufficiente capacità di risolvere problemi in situazioni nuove, indipendentemente dalle conoscenze acquisite attraverso la capacità di ragionamento logico induttivo e deduttivo (intelligenza fluida).

DeuteranopiaIl ragazzo legge il brano “26 Dicembre 2004” tratto dalla Prova MT Avanzate-2 prova di Correttezza e Rapidità per la classe 1°; per quanto concerne il parametro della rapidità di lettura, non completa il brano nel limite di tempo normativo; in specifico, legge con una velocità di 3,29 sillabe/secondo. Nonostante la lettura rallentata, si decide di far completare la lettura del brano (5’22” tempo impiegato) per non demotivare il ragazzo e per una maggiore attendibilità del parametro di accuratezza. La lettura è scorretta rispetto alle attese, in particolare salta un rigo ed effettua numerosi errori fonologici: elisioni, sostituzioni ed aggiunte.

All’approfondimento effettuato attraverso la prova di decodifica di un testo scritto (Prove MT Avanzate-2 prova di Comprensione per la classe 1°), ottiene una performance inferiore rispetto al criterio normativo. Tali risultati evidenziano non adeguate capacità nell’attività ricostruttiva del testo partendo dalle proprie conoscenze, nell’attribuire significati attraverso una configurazione d’insieme; in specifico, le aree processuali non adeguate riguardano:

– decodificare i significati grafici sulla superficie del testo;

 

– riconoscere le informazioni ed i concetti espliciti (comprensione letterale);

 

– comprendere i significati impliciti facendo collegamenti ed inferenze (comprensione integrativa ed inferenziale);

 

– seguire lo sviluppo del testo e ricostruire significati globali (comprensione ricostruttiva ed interpretativa);

 

– analizzare e valutare forma e contenuto del testo (comprensione analitica e valutativa).

Per quanto concerne la valutazione con la DDE-2 Valutazione della Dislessia e della Disortografia Evolutiva, le norme italiane si fermano alla III classe media inferiore, pertanto non sono calcolabili quantitativamente le deviazioni standard, ma è possibile effettuare un’accurata valutazione qualitativa. In specifico, il ragazzo nelle varie prove effettua errori:

– fonologici: prevalentemente omissioni, aggiunte e sostituzioni (sia nella lettura che nella scrittura, nonostante ripeta bene la parola e/o non parola confonde “B/V” e “V/F”);

– non fonologici che coinvolgono la rappresentazione ortografico-visiva della parola, senza compromissione del rapporto tra fonema e grafema, ossia che c’è corrispondenza tra produzione scritta ed enunciato sonoro; in particolare scambi di grafemi omofono-non omografo (es. “quoco per cuoco”);

– fonetici: parole apostrofate ed accenti.

Nelle Prove MT Avanzate-2 prova di Calcolo per la classe 1° emerge come il ragazzo non adopera correttamente le procedure di calcolo e gli automatismi coinvolti, effettuando numerosi errori procedurali. Nel calcolo a mente ottiene punteggi inferiori alle attese per la classe frequentata in rapidità, nonostante una prestazione sufficiente in accuratezza; inoltre, nella prova di rievocazione dei fatti aritmetici rientra sufficientemente nelle attese (vedi Tab. 2).

Deuteranopia Deuteranopia Al Test dei colori di Ishihara esame compatibile per lieve discromatopsia, in specifico lieve deuteranopia (del rosso e del verde); nonostante l’alterazione della percezione tra i colori (banda rosso-verde), riesce sempre a discriminare i numeri a 1 o a 2 cifre; inoltre, confonde i numeri scritti con codice arabico simile, ad esempio il 3 con l’8 e viceversa (vedi Tab. 3 e Immagine 1).

Deuteranopia

Mottolese-tab-5
Test di Ishihara

Conclusioni

Si fa diagnosi di “Disturbo misto delle capacità scolastiche” (ICD10 F81.3) in soggetto con profilo intellettivo medio-basso e positività per lieve discromatopsia, in specifico “Deuteranopia” che non compromette le abilità del riconoscimento delle sfumature del bianco e derivate.

All’Istituto scolastico si richiede di redigere il Piano Didattico Personalizzato in conformità alla Legge 170/2010 ed alla direttiva del 27 dicembre 2012 relativa ai Bisogni educativi speciali (BES), insistendo sul passaggio alla lettura silente piuttosto che a voce alta, in quanto la prima risulta generalmente più veloce e più efficiente; dispensando dalla lettura a voce alta in classe, dalla lettura autonoma di brani la cui lunghezza non sia compatibile con il suo livello di abilità; da tutte quelle attività ove la lettura è la prestazione valutata; dando ove necessario tempi aggiuntivi, una adeguata riduzione del carico di lavoro, utilizzo di strumenti compensativi.

Tutte le modalità dispensative e compensative vengono essere garantite sia durante lo studio individuale sia in ambiente scolastico ed anche durante le verifiche. Per quanto concerne tutte le materie scolastiche, ed in particolare per le materie scientifiche e la lingua straniera in cui il ragazzo aveva grande difficoltà, si rimanda all’osservanza delle Linee Guida Ministeriali “Per il Diritto allo studio degli alunni e degli studenti con DSA”. L’osservanza di tali accorgimenti ha consentito un’adeguata inclusione scolastica del ragazzo.

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