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INFERMIERI, CONGRESSO IPASVI: AUMENTA RICORSO A PRESTAZIONI PRIVATE ANCHE NON APPROPRIATE

ROMAinfermieri – Aumenta in Italia il ricorso alle prestazioni infermieristiche private. Secondo un’indagine Censis presentata al XVII Congresso della Federazione Ipasvi (Federazione nazionale collegio infermieri) sono 8.700.000 gli italiani non autosufficienti, malati cronici o ultrasettantenni che nel 2014 hanno chiesto, pagando di tasca propria, l’intervento di un infermiere privato. Complessivamente sono stati spesi 2,7 miliardi di euro, di cui oltre 2,3 per assistenza prolungata nel tempo e 358 milioni per quelle una tantum. Una analisi che traccia luci e ombre, infatti, il 54% di coloro che hanno pagato di tasca propria un infermiere lo hanno fatto in nero. Inoltre la necessità di contenere le spese e la convinzione che, per alcune prestazioni, l’infermiere non sia indispensabile, hanno spinto oltre 4,2 milioni di italiani a scegliere figure come badanti e familiari per prestazioni infermieristiche, con il rischio di inappropriatezza. Poi una proposta. “Potremmo coinvolgere – ha detto Annalisa Silvestro, presidente della Federazione Ipasvi – il Parlamento per una proposta di legge che defiscalizzi le prestazioni assistenziali sanitarie se effettuate da infermieri e le Aziende sanitarie perché inseriscano e mantengano strutturalmente nel territorio infermieri educatori per informare ed addestrare i familiari o i loro sostituti ad una cura sicura dei loro cari”.

5 Marzo 2015