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Influenza:picco più in là, ma vicini a 200mila casi

Arriva un decalogo sulla febbre per i bambini

Il picco e’ atteso più in la’, ma i casi di influenza sono già quasi 200mila, per la precisione 193.200, da quando, a metà ottobre, e’ iniziato il monitoraggio della rete Influnet, coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità. Sono 47400 i casi stimati nella settimana che va dal 9 al 15 novembre, a cui è relativo l’ultimo rapporto pubblicato il 18 novembre con segnalazioni di 720 ‘medici sentinella’.

L’attività dei virus influenzali è ancora ai livelli di base come nelle precedenti stagioni, sottolinea il rapporto, e in tutte le Regioni l’incidenza è sotto la soglia epidemica tranne in Basilicata, dove risulta comunque bassa e non tutti i medici coinvolti hanno reso disponibili i dati. I più colpiti sono i bambini, in particolare i più piccoli: a fronte di un’incidenza complessiva pari a 0,78 casi per mille assistiti, nella fascia di età 0-4 anni l’incidenza è pari a 2,61 casi per mille assistiti.

“Si tratta di valori in crescita, ma assolutamente in linea con gli scorsi anni – spiega il virologo Fabrizio Pregliasco – Un brusco calo delle temperature potrebbe portare, complici gli sbalzi termici, una maggiore diffusione delle sindromi para-influenzali da un lato e dall’altro di spingere ad approcciarsi alla vaccinazioni”. In caso di febbre nei bambini, ecco un decalogo realizzato in occasione del Convegno di infettivologia e vaccinologia pediatrica che si svolgerà all’Università di Firenze:
1) Per la misurazione impiegare solo il termometro elettronico digitale e solo sotto l’ascella. La via rettale è causa di sconforto e anche di incidenti;
2) Far visitare in giornata il lattante febbrile, perché è frequente la possibilità di infezione batterica grave;
3) Se la febbre non si abbassa non intestardirsi con l’antibiotico: non sempre la febbre è causata da infezione;
4) Rispettare le dosi prescritte dal medico o indicate nel foglio illustrativo; 5)Rispettare i tempi di assunzione;
6) 90 minuti è il tempo massimo entro il quale deve essere atteso l’effetto dell’antipiretico;
7) La via di somministrazione è sempre quella orale, salvo casi rari;
8) No ai ‘rimedi della nonna’: spugnature, ghiaccio, o pezzette sono non solo inutili, ma anche controproducenti: causano brivido e quindi innalzamento della temperatura e malessere nel bambino;
9) La crescita dei dentini non provoca febbre;
10)Attenzione alla malaria se il bambino con febbre è di ritorno da un Paese ad endemia malarica.

“La febbre – spiega il professor Maurizio de Martino, ordinario di pediatria all’Universita’ di Firenze- esiste negli animali da 40 milioni di anni. Quando un fenomeno biologico è mantenuto a lungo in tutte le specie vuol dire che è indispensabile per la sopravvivenza. E la febbre lo è, perché a temperatura febbrile funzionano meglio i meccanismi immunologici e funzionano peggio virus e batteri”.