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L’invenzione del biologo catanese che rende più sicura l’acqua imbottigliata

CATANIA – Sapevate che una bottiglia di plastica contenente acqua minerale una volta dimenticata nel vano dell’autovettura, potrebbe risultare non più bevibile? Probabilmente le elevate temperature cui è stata sottoposta a seguito dell’esposizione della vettura ai raggi del sole, potrebbero averne mutato la struttura e liberato, al suo interno sostanze nocive e cancerogene. Ma adesso esiste una soluzione: il BioTappo inventato dal biologo e tecnologo dell’alimentazione Cristian Fioriglio rivela – con un semplice cambio di colore – se l’acqua contenuta nelle bottiglie possa essere bevuta o meno.
La premessa di una invenzione geniale – che punta anche a sollecitare una modifica della normativa in questione – parte dalla composizione stessa delle bottiglie contenenti acqua minerale o altre bevande.
Fra i materiali plastici più comunemente usati per l’imbottigliamento – infatti – vi è il polietilene tereftalato, più noto come PET, che si dimostra il miglior materiale grazie alla sua stabilità chimico-fisica, alla trasparenza, al basso peso, nonché alla buona riciclabilità. Il PET è, altresì, un polimero che non necessita dell’aggiunta di molti altri additivi durante la fabbricazione.
Nonostante ciò, nell’acqua o altre bevande contenute in bottiglie di PET è possibile ritrovare le cosiddette NIAS (acronimo inglese di non-intentionally added substances, cioè sostanze non intenzionalmente aggiunte), che possono essere tossiche (per esempio, l’antimonio, formaldeide) o addirittura cancerogene (per esempio, acetaldeide, bisfenolo) in quanto tali o perché in grado di mimare l’azione degli ormoni estrogeni naturali o di avere azione antiandrogenica – inducendo, pertanto, possibili alterazioni ormonali o la comparsa, in persone predisposte, di tumori ormono-dipendenti).
È ormai scientificamente riconosciuto che la presenza di NIAS nelle bevande contenute in bottiglie di PET è strettamente correlata all’esposizione delle stesse ad elevate temperature (per esempio, per effetto dei raggi solari). È, altresì, ormai riconosciuto come il tempo di esposizione alle temperature elevate possa giocare un ruolo altrettanto importante nel rilascio da parte del PET di tali sostanze indesiderate. Ne consegue che, nonostante le specifiche regolamentazioni sui Materiali di Contatto con i Cibi, il consumatore possa non essere tutelato rispetto alla qualità dell’acqua che beve se le bottiglie di PET sono sottoposte a temperature elevate durante il trasporto o in occasione dello stoccaggio dei pallet.
Tenuto conto di tutto questo, il biologo catanese Cristian Fioriglio, che è anche dipendente della Polizia di Stato, ha ideato appunto il BioTappo. Si tratta di un tappo in materiale acrilico ricoperto di una speciale vernice che, sottoposta a temperature elevate, vira il proprio colore dal rosa pallido al lilla. Le prove di laboratorio sono state eseguite in doppio, avvalendosi della collaborazione sia di un laboratorio di analisi privato, sia dell’Ateneo di Catania e in particolare del Dipartimento di Scienze Mediche, Chirurgiche e Tecnologie avanzate e al laboratorio della Prof.ssa Maria Anna Coniglio. Tutte le prove sperimentali hanno evidenziato un iniziale viraggio del BioTappo già a 76,3°C – se sottoposto a calore umido – e un viraggio completo – a calore secco – a partire dagli 80°C.