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L’Asl di Asti aderisce al progetto regionale ”Con meno sale la salute sale’

L’Asl di Asti, Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione, in collaborazione con la Cna di Asti, aderisce al progetto “Con meno sale la salute sale”.

L’iniziativa verrà presentata, insieme ai panificatori che afferiscono all’associazione di categoria il 23 novembre prossimo alle ore 18 nella sede del Cna di Asti. Lo scopo è quello di aumentare nei panificatori la conoscenza della relazione tra contenuto di sale negli alimenti e salute e valorizzarne il loro ruolo nel promuovere alternative di scelte salutari aumentando la disponibilità di alimenti a basso contenuto di sale.

“Con meno sale la salute sale” è il progetto nato dall’intesa firmata il 13 marzo 2015 tra l’Assessorato alla Sanità e l’Associazione Regionale Panificatori della Regione Piemonte. Scopo di tale iniziativa è quello di ridurre gradualmente il contenuto di sale in tutto il pane prodotto (meno 5% all’anno per 2 anni) e a rendere disponibile, almeno un giorno alla settimana, una linea di pane senza sale o con contenuto di sale dimezzato, senza incremento di prezzo per i consumatori.

Il consumo medio di sale quotidiano, nella popolazione italiana è di circa 11 grammi negli uomini e 8 nelle donne, quindi ben superiore ai 5 grammi raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms). E’ provato che il consumo abituale di sale è associato all’ipertensione arteriosa, a maggior rischio di malattie cardio-vascolari, patologie cronico-degenerative tra cui tumori dello stomaco, del tubo digerente, a patologie renali (calcolosi) e a sviluppo di osteoporosi.

E’ stato scelto di intervenire sul pane benché non sia la maggior fonte di sale della nostra alimentazione in quanto alimento consumato quotidianamente da tutti.

Piccole riduzioni di sale producono effetti importanti sulle singole persone e sulla collettività, infatti altri Paesi che hanno avviato programmi simili riportano buoni risultati in pochi anni: nel Regno Unito, ad esempio l’assunzione media di sale si è ridotto del 15% dal 2001 con un guadagno stimato di 9000 vite/anno con 1 risparmio di 1,5 miliardi di sterline annuo.