Leandro Provinciali è il nuovo Presidente della Società Italiana di Neurologia

Leandro Provinciali, Direttore della Clinica Neurologica e del Dipartimento di Scienze Neurologiche degli Ospedali Riuniti di Ancona, è il nuovo Presidente della Società Italiana di Neurologia. La proclamazione è avvenuta al 46° Congresso Nazionale della Società Italiana di Neurologia che si è appena concluso a Genova.

Leandro Provinciali succede ad Aldo Quattrone, Professore Ordinario di Neurologia e Rettore dell’Università Magnae Grecia di Catanzaro, che ha diretto e presieduto la SIN negli ultimi due anni.

“Negli ultimi anni la Società Italiana di Neurologia ha raggiunto importanti traguardi grazie al lavoro dei miei predecessori – ha commentato il Prof. Provinciali a margine della sua proclamazione – e i progetti futuri si prospettano altrettanto stimolanti. Le prossime attività investiranno sia la ricerca scientifica neurologica, che in Italia si è attestata da anni su livelli di eccellenza, sia l’ambito assistenziale, che invece nel nostro Paese richiede ancora un notevole potenziamento per ridurre l’onere sanitario sociale delle malattie neurologiche, attualmente prevalenti nella popolazione italiana. All’appropriatezza ancora insufficiente dell’assistenza neurologica, si tenterà di far fronte sia mediante la diffusione di linee guida sia attraverso l’attivazione di particolari commissioni volte ad ottimizzare il rapporto rischio/beneficio dei vari trattamenti, a favorire la continuità assistenziale fra ospedale e territorio e a potenziare l’aggiornamento permanente degli specialisti utilizzando anche i migliori neurologi italiani attivi in altri Paesi. L’interesse primario della Società Italiana di Neurologia rimane il paziente con malattie neurologiche e l’obiettivo è quello di migliorarne sempre di più la qualità della vita compromessa dalla patologia. In questa prospettiva – ha concluso Provinciali – sforzi particolari saranno rivolti a intensificare i rapporti con l’industria e le istituzioni, al fine di far comprendere le ricadute sociali delle malattie neurologiche, e a favorire – nell’ambito delle comunicazioni – lo scambio di informazioni, per facilitare l’integrazione delle attività e l’utilizzo delle competenze più avanzate”.