Nuova legge Usa introduce apparecchi acustici ‘da banco’ autoregolabili

Il 60% degli anziani ha problemi di udito, la nuova legge taglia i prezzi

Da dispositivo altamente specializzato, che richiede il consulto di un esperto, a prodotto ‘da banco’, che l’anziano che inizia ad avere problemi di udito prende al supermercato o in farmacia, regolandolo da solo. La ‘metamorfosi’ dell’apparecchio acustico è voluta da una legge bipartisan in via di approvazione da parte del Congresso Usa, che dovrebbe venire incontro a quella percentuale di anziani sempre maggiore, fino all’80% degli ottantenni, che soffre di perdite di udito lievi o moderate, ma che hanno comunque conseguenze importanti su salute e qualità della vita.
La legge, che per essere approvata in fretta è stata agganciata a un provvedimento che deve essere votato entro agosto, prevede che l’Fda entro tre anni emani delle linee guida su caratteristiche e standard di qualità dei dispositivi.
L’ingresso di nuovi attori sul mercato, fra cui anche i ‘big’ dell’elettronica, dovrebbe rendere gli apparecchi, che in Usa costano fino a 2mila dollari, molto più economici. “In passato, quando i dispositivi dovevano essere regolati manualmente, un processo che richiedeva continue visite, aveva senso restringere le vendite – spiega Frank Lin, un esperto della Johns Hopkins University, al New York Times -. Ora gli utilizzatori possono regolare i dispositivi digitali da soli. La maggiore diffusione inoltre può eliminare lo stigma che ancora accompagna l’uso dell’apparecchio acustico”.
Uno studio su Jama ha trovato che il 60% degli over 60 soffre di perdite lievi o moderate di udito, una percentuale che cresce progressivamente con l’età. Chi ne viene colpito, oltre ad avere un peggioramento della qualità della vita, riporta un maggior rischio di cadute e altri problemi fisici, oltre che di demenza.
Proprio Lin, spiega il quotidiano, ha iniziato uno studio per capire se intervenire sulle perdite di udito con gli apparecchi può contrastare gli effetti negativi sulla salute. Il provvedimento sta trovando una certa resistenza da parte dei produttori e delle società di audiologi, secondo cui l’approccio ‘da banco’ può funzionare solo per la sordità lieve, e non per quella moderata, mentre per la seconda è ancora necessario l’intervento di un esperto. Uno studio dell’università dell’Indiana su 154 persone, però, ha verificato che non ci sono differenze nella soddisfazione dell’utente se usa un dispositivo ‘professionale’ o uno più semplice.