fbpx

LORENZIN: STOP AD ANALISI INUTILI, COSTANO 13 MILIARDI L’ANNO. OBIETTIVO, L’APPLICAZIONE DEL PATTO PER LA SALUTE

ROMA – Costano oltre 13 miliardi al bilancio del Sistema sanitario nazionale i troppi e, a volte, inutili esami clinici e diagnostici degli italiani. Bisogna correre al riparo e secondo il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, sono in arrivo protocolli e norme per impedire gli eccessi e recuperare risorse finanziarie preziose per la sanità pubblica.
“Gli esami inutili legati alla medicina difensiva – ha avvertito il ministro partecipando ad un forum all’Ansa – costano all’Italia 13 mld l’anno, altro che manovre finanziarie. Per questo, il ministero sta lavorando a protocolli stringenti per le direzioni generali che evitino gli sprechi, a partire dagli esami che si fanno in gravidanza”.
Basta moltiplicare i costi degli esami in eccesso per le donne in gravidanza ogni anno, che sono oltre 500mila, per avere un’idea delle risorse recuperabili.
Non si abbonda ingiustificatamente solo nelle prescrizioni di ecografie e analisi, perché anche i periodi di degenza sono in vari casi eccessivi: ”Due-tre giorni in più nella degenza valgono miliardi”, ha avvertito Lorenzin. In un periodo già caratterizzato da notevoli tagli, lo spazio per recuperare risorse c’è e senza ‘danneggiare’ i cittadini: “Lavorerò – ha aggiunto – per applicare il Patto per la Salute non incidendo sulle leve che pesano sui cittadini ma lavorando con forza sulla massa di inappropriatezze”. Si punta a risparmiare anche su centrali d’acquisto e parte delle risorse energetiche. Lorenzin ha quindi confermato che entro giugno arriveranno pure i nuovi Livelli essenziali di assistenza. Il lavoro per i nuovi ticket, ha spiegato, sarà invece più lungo, perchè ”è in campo una riforma del fisco alla quale dobbiamo agganciarci”. Lorenzin ha poi avvertito che il problema complessivo è anche quello di una buona governance proponendo un provvedimento per la riforma della selezione della dirigenza. Poi l’analisi di una altra emergenza: nel 2050 in Italia ”non nasceranno più figli” ed è urgente, ha rilevato il ministro, mettere sul tavolo ”’politiche attive”, ricordando che il 18 marzo arriveranno i risultati del tavolo sulla fertilità sulla cui base elaborare iniziative.
Sugli Ospedali psichiatrici giudiziari (Opg) il ministro non vuole alcuna deroga “e chi non ha rispettato i tempi se ne assumerà la responsabilità. Si potrà arrivare anche al commissariamento”. Quanto alle tecniche di fecondazione eterologa, ribadito il ‘no’ all’ipotesi di pagamento delle donatrici.

12 Marzo 2015