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“Manifesto per la Fertilita'” per arginare il calo nascite

Tra novita’ piattaforma per orientare coppie desiderose di figli

Intervenire a livello istituzionale con politiche di sostegno della natalità, migliorare la consapevolezza del problema a livello dell’opinione pubblica aumentando nello stesso momento il grado culturale sulle problematiche della fertilità. Questi gli obiettivi del “Manifesto per la Fertilita'”, presentato oggi da esperti riuniti a Roma per continuare a perseguire fini di interesse sociale, proprio in un momento in cui continuano ad emergere dati sempre più preoccupanti sul calo della natalità e le istituzioni si attivano con politiche e piani nazionali a sostegno della fertilità.

“La lotta all’infertilita’ deve partire da una corretta informazione ai cittadini su come prendersi cura della propria fertilità e su quanto il potenziale riproduttivo di ciascuno sia limitato nel tempo: nella donna tocca livelli massimi tra i 20 e i 30 anni per poi iniziare un lento declino che assume valori importanti una volta raggiunti i 35 anni di età. E’ importante sottolineare che il fattore tempo vale anche per le tecniche di fecondazione assistita, la cui efficacia diminuisce con l’aumentare dell’età”, ha spiegato Andrea Lenzi, Direttore del Dipartimento di Fisiopatologia Medica ed Endocrinologia de La Sapienza Università di Roma, Presidente SIE (Società Italiana di Endocrinologia). Tra le novità annunciate con il Manifesto per il 2016, c’e’ lo sviluppo della piattaforma www.vogliounfiglio.it, finalizzata a fornire strumenti digitali concreti per aiutare, orientare e sostenere le coppie desiderose di avere un figlio. “Oggi per le coppie infertili la possibilità di avere un figlio è molto più alta rispetto al passato – ha dichiarato Eleonora Porcu, Responsabile del Centro di Infertilità e di Pma dell’Università di Bologna Policlinico Sant’Orsola Malpighi, Vice Presidente del Consiglio Superiore di Sanità – grazie alla evoluzione delle tecniche di Pma e all’impegno di tutti gli attori della Medicina della Riproduzione. Uno dei maggiori successi degli ultimi anni è rappresentato dalla concreta opportunità per le pazienti oncologiche di preservare la propria fertilità e non rinunciare al desiderio di genitorialità una volta guarite dalla malattia”.