fbpx

Marijuana: la pianta ammaliatrice dei giovani cervelli

A dimostrarlo è lo studio della Brigham Young University, USA. Secondo i ricercatori, gli effetti del THC (tetraidrocannabiolo) – principio attivo della marijuana – in soggetti giovani che ne fanno uso quotidianamente, ha una funzione inibitoria e blocca il recupero delle connessioni nervose. Dagli esperimenti è emerso un incremento dei livelli di dopamina, il neurotrasmettitore del piacere che aumenta il senso di gratificazione e il conseguente rischio di dipendenza.