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Mattoni della vita stampati in 3D

Stampanti in 3D che modellano, cuori, fegati e polmoni all’interno di fantascientifiche fabbriche di organi da utilizzare per studiare malattie e sperimentare farmaci: è ancora uno scenario futuro, ma il primo passo in questa direzione è stato finalmente fatto.
Per la prima volta, infatti, sono stati stampati in 3D direttamente i ‘mattoni della vita’, ossia blocchetti di cellule staminali, potenzialmente in grado di svilupparsi in molte direzioni per trasformarsi in tessuti e organi.

Descritti sulla rivista Biofabrication, sono dei veri e propri ‘Lego biotech’, assemblando i quali è teoricamente possibile costruire ogni componente dell’organismo umano. Il risultato è stato ottenuto grazie alla collaborazione tra l’università cinese Tsinghua, a Pechino, e l’americana università Drexel, a Philadelphia.

Quelli ottenuti con la stampante in 3D sono blocchetti uniformi di cellule staminali pluripotenti, ossia non completamente indifferenziate. Vale a dire che i blocchetti possono essere utilizzati per ottenere diversi tipi di organi e tessuti, ma non tutti i tipi. Un vantaggio decisivo rispetto alla possibilità di stampare in 3D singoli organi, come si è fatto finora, sempre a livello sperimentale, con reni, trachea e cuore.

”E’ un risultato interessante, che segna indubbiamente un avanzamento tecnico che rende più agili le attuali procedure di laboratorio, ancora lunghe e laboriose”, osserva il direttore del Laboratorio di Biologia dello sviluppo dell’università di Pavia, Carlo Alberto Redi.

I mattoni della vita sono cellule staminali pluripotenti giunte alla prima fase del loro processo di specializzazione, chiamata corpo embrioide. ”E’ davvero entusiasmante vedere che possiamo far sviluppare dei corpi embrioidi in modo così controllato”, rileva il coordinatore della ricerca, Wei Sun. Questi insiemi di cellule così omogenei ”sono un ottimo punto di partenza per far crescere dei tessuti”.

E’ un passo che getta le basi tecnologiche per ottenere in futuro delle vere e proprie ‘fabbriche’ di organi. Per il coordinatore della ricerca, Wei Sun, il sogno è produrre mattoncini di staminali capaci di svilupparsi in qualsiasi direzione: ”potrebbero aprire definitivamente la strada – rileva – verso la possibilità di coltivare micro-organi in laboratorio”.