MEDICINA DI BASE, ACCORDO RAGGIUNTO AL MINISTERO. SALVI GLI STUDI DEI MEDICI DI FAMIGLIA CHE SARANNO INTEGRATI DAGLI AFT

ROMA – Con l’intesa raggiunta tra Regioni, Ministero della Salute e sindacati della medicina convenzionata, via libera alla rivoluzione nell’assistenza di base ma – sostengono i promotori dell’accordo – senza compromettere l’esistenza del tradizionale studio del medico di famiglia, a difesa del quale la Fimmg aveva minacciato lo sciopero.
Grazie all’intesa sarà ridisegnato il lavoro del medico di fiducia integrato da quello di nuove strutture: dall’Aggregazione funzionale territoriale (AFT) e dalle Unità Complesse di Cure Primarie (chiamate anche Case della Salute).
Le parti hanno sottoscritto dunque un documento (firmato da tutti i sindacati medici tranne che da Snami, Smi per la parte di medicina generale e Unp) che permette di superare la rottura della trattativa tra Sisac (l’agenzia che si occupa di stipulare le convenzioni con il servizio sanitario nazionale) e appunto i sindacati. Anche la Fimmg, il principale sindacato dei medici di famiglia, si dice soddisfatto, ma precisa – attraverso il segretario nazionale Giacomo Milillo – di voler attendere la ripresa delle trattative sul tavolo tecnico per decidere un eventuale passo indietro rispetto alla protesta decisa.
Lo studio del singolo medico di famiglia resta attivo, mentre l’Aggregazione funzionale territoriale (AFT), una delle strutture centrali della riorganizzazione delle cure territoriali per le cure primarie, dovrà avere almeno una sede di riferimento presso la quale vengono svolte le funzioni di coordinamento, di condivisione, audit. Per il Sottosegretario di Stato alla Salute, Vito De Filippo “il documento fa definitivamente prendere corpo al nuovo sistema di organizzazione dell’assistenza Sanitaria voluto dal Patto della Salute che prevede un forte riequilibrio in favore della presenza territoriale e limitando un eccessivo ricorso all’ospedalizzazione”. De Filippo non ha dubbi: “sarà proprio il mix composto dalle Associazioni Funzionali Territoriali e dalle Unità Complesse di Cure Primarie in cui i medici di famiglia e i pediatri di libera scelta s’integreranno con medici della continuità assistenziale, specialisti convenzionati, infermieri e altri professionisti sanitari e sociali – dice – a dare il via ad un sistema di assistenza in grado di dare risposte, secondo, alle esigenze di salute 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 senza impropri ricorsi al sistema dell’emergenza urgenza e agli ospedali”.

5 Marzo 2015