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Melanoma: il 60% dei pazienti è vivo a due anni

La ricerca al ‘Pascale’ di napoli esempio per il mondo”

Passa da Napoli la ricerca più avanzata sul melanoma, un tumore della pelle che nel nostro Paese nel 2015 fa registrare 11.300 nuovi casi, circa 1.100 in Campania. Alla luce di questi dati l’Istituto Pascale ha guidato uno studio internazionale su nivolumab, una nuova molecola immuno-oncologica: “Oggi è possibile parlare di cronicizzazione della malattia”, spiega Paolo Ascierto, direttore dell’Oncologia all’Ospedale partenopeo. Il 70,7% dei pazienti trattati con la nuova molecola immuno-oncologica, nivolumab, è vivo a un anno e, dato ancora più rilevante, il 57,7% a due anni. A un anno il 44,3% dei pazienti trattati con nivolumab è libero da progressione, a 24 mesi il 39,2%. Questi dati indicano che l’effetto della terapia si mantiene nel tempo e ci fanno supporre che una percentuale simile di pazienti, vicina al 40%, possa cronicizzare la malattia. Oggi questo risultato è raggiunto dal 20% delle persone colpite”. Si tratta di un risultato straordinario impensabile prima dell’arrivo di queste terapie, “visto che la sopravvivenza mediana in stadio metastatico – prosegue – era di appena 6 mesi, con un tasso di mortalità a un anno del 75%”. I dati dello studio saranno presentati proprio a Napoli nella sesta edizione del “Melanoma Bridge”, il convegno internazionale organizzato dal “Pascale” e dalla Fondazione Melanoma che riunisce fino al 5 dicembre più di 200 esperti da tutto il mondo. Lo scorso luglio nivolumab è stato approvato dall’EMA (European Medicines Agency) per il trattamento del tumore del polmone non a piccole cellule squamoso localmente avanzato o metastatico, precedentemente trattato con la chemioterapia. E il 22 settembre l’Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco) ha inserito il farmaco nella lista prevista dalla legge 648/96, consentendo così ai pazienti non inclusi nel programma di uso compassionevole di poter disporre del trattamento a totale carico del Servizio Sanitario Nazionale. “Nivolumab – conclude Ascierto – non è stato però ancora approvato nel nostro Paese nel melanoma. È necessario velocizzare i tempi perché tutti pazienti abbiamo accesso alle armi innovative”.