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Un metallo nascosto è nemico delle donne: il nichel

Tra le allergie da contatto, quella al nichel è la più diffusa; è in continuo aumento e, per la maggiore, un problema femminile. In Europa circa il 20% della popolazione è allergica al nichel. In Italia si arriva al 32,1%. “Si può diventare allergici a qualsiasi età, ma più frequentemente accade nella terza decade di vita – spiega la Dott.ssa Voltolini, coordinatrice del progetto “Allergicamente” promosso da AAIITO – e si può continuare ad esserlo per molti anni, o per tutta la vita”.
In genere si manifesta come un eczema locale, limitato alla zona di contatto con gli oggetti contenenti il metallo. Il nichel, però, è presente anche nel suolo e nell’acqua e di conseguenza assorbito dalle piante e dagli animali. La diagnosi per tale allergia si può avere con il patch test, che prevede l’applicazione di cerotti con gli allergeni. Poiché le allergie da contatto non hanno sintomi immediati, i cerotti vanno tenuti almeno per due giorni, e la lettura dello specialista va fatta dopo 3-4 giorni dall’applicazione. Come spiega la Prof.ssa Ornella De Pità, Direttore UOC “Cristo Re” di Roma, “è proprio il caso di dire che pur non aumentando il numero delle persone allergiche, a crescere sono le sostanze a cui ci si può allergizzare, quindi di fatto alla fine il risultato è più allergie. Sono soprattutto le sostanze che non vengono esattamente valute a creare problemi, e tra questi l’esempio dei profumi è un caso emblematico. Tutti i profumi oggi vengono creati sulla base di un minimo di 30 ingredienti che danno poi il risultato finale. Le persone devono quindi essere ben informate del fatto che oggi per le etichette non vale più la dizione “profumi o essenze”, e quello che deve essere ben visibile è l’elenco completo degli ingredienti, per poter verificare che non siano presenti una delle 26 sostanze con maggiori potenzialità allergizzanti, identificate dalle normative europee”. Non dimentichiamo, infine, che anche i capi d’abbigliamento possono causare allergie da contatto; per tale motivo gli esperti consigliano di evitare capi sintetici, che perdono colore quando si lavano o, peggio ancora residui chimici.
AAIITO promuove “Allergicamente: Piano d’azione per una allergologia sociale”, una campagna di informazione che con l’utilizzo di strumenti quali allergicamente.it e facebook/AAIITOallergicamente, rispettivamente un sito web informativo con la mappa dei centri di allergologia e un canale di dialogo con il pubblico, metterà a disposizione il sapere degli specialisti.