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Microscopici ‘alveari’ intelligenti per cure ad alta precisione contro i tumori

La terapia contro i tumori diventa più ‘dolce’ grazie a, grandi pochi millesimi di millimetro, che rilasciano i farmaci contenuti nelle loro cellette in maniera mirata solo all’interno delle cellule malate, risparmiando quelle sane e riducendo così gli effetti collaterali. Li hanno realizzati i ricercatori dell’Università della Calabria, che hanno dato vita allo spin-off NanoSilical Devices.
Il progetto è stato illustrato a ‘BioInItaly Investment Forum & Intesa San Paolo StartUp Initiative’, l’iniziativa organizzata da Assobiotec e Intesa San Paolo per presentare i migliori progetti biotech italiani a investitori da tutto il mondo.

”I nostri nano-sistemi per il rilascio mirato dei farmaci sono delle piccolissime strutture a nido d’ape, grandi appena 300 nanometri, realizzate con silice amorfa e biocompatibile, una sostanza sicura già impiegata come eccipiente in molti farmaci”, spiega Luigi Pasqua, tra i co-fondatori dello spin-off.

Messe insieme, queste nanoparticelle formano una polvere quasi impalpabile, che può essere iniettata direttamente nel circolo sanguigno. ”Sulla superficie esterna dei nano-alveari – prosegue Pasqua – sono presenti molecole ‘chiave’ che aprono le serrature delle cellule tumorali: per ogni tipo di tumore c’è una chiave diversa”. Una volta che l’alveare è riuscito ad entrare nella cellula malata, dove il pH è più alto, comincia il rilascio mirato del farmaco. Completata la missione, il nano-alveare ritorna nel circolo sanguigno, si decompone e viene eliminato attraverso le urine.
I primi esperimenti fatti su topi di laboratorio con bortezomib (farmaco usato per la terapia del mieloma multiplo), dimostrano che i nano-alveari garantiscono la stessa efficacia del farmaco tradizionale risparmiandone la tossicità. Se nuovi test confermeranno questi risultati, ”contiamo di arrivare sul mercato in meno di 5 anni”, conclude Pasqua.