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MIELOMA MULTIPLO. FDA APPROVA IL COCKTAIL FARMACOLOGICO

Quando, nel 2014, la FDA approvò l’immissione sul mercato del Carfilzomib, la speranza di trattare in modo efficace il mieloma multiplo recidivante tornò ad essere concreta. Il farmaco, un inibitore del proteasoma, sembrava l’unico, nei test e negli studi clinici, a scatenare nei pazienti una risposta positiva alla malattia e si dimostrava di più ampio utilizzo rispetto al suo predecessore Bortezomib.

Ma la tossicità del farmaco aveva reso necessaria una sua associazione con altri composti, in primis il desametasone, il corticosteroide, già in terapia di prima linea contro il Mieloma Multiplo.

Qualche giorno fa, la FDA, ha approvato il cocktail composto da  Carfilzomib, desametasone e lenalidomide, come terapia standard per la cura del Mieloma Multiplo recidivante, refrattario ad almeno due terapie.

Già un articolo apparso sul New England Journal of Medicine, considerava questa combinazione e, uno studio randomizzato in doppio metteva in evidenza una diminuzione e un arresto della progressione della malattia in oltre il 60% dei pazienti trattati con la combinazione Carfilzomib, desametasone e lenalidomide.

Il Mieloma Multiplo ancora non ha ancora una cura. Negli ultimi anni, grazie all’introduzione di nuovi farmaci come gli inibitori del proteasoma o nuovi composti immunomodulanti, si è assistito ad un progressivo allungamento della sopravvivenza mediana (che attualmente si attesta intorno ai 6-7 anni), mentre nei pazienti anziani la mediana di sopravvivenza non si è sostanzialmente modificata (attestandosi intorno ai 4 anni)