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MORBILLO, VISITA OMS A MINISTERO DELLA SALUTE. COPERTURA VACCINALE NON ANCORA SUFFICIENTE

ROMA – Con una visita al ministero della Salute, esperti dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) hanno valutato lo stato di avanzamento del processo di eliminazione del morbillo in Italia, hanno fornito un supporto per il superamento di eventuali criticità e hanno individuare possibili sinergie per la piena implementazione di un piano specifico già attuato dal 2003. Il Ministero ha ospitato una delegazione composta da funzionari dell’OMS impegnati nel Piano globale di eliminazione del morbillo e della rosolia e da componenti della Commissione Regionale Europea di Verifica dell’eliminazione del morbillo e della rosolia (CRV). Gli esperti internazionali si sono incontrati con una delegazione italiana, coordinata dal Direttore Generale della Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute. Nel 2.000, su 1,7 milioni di morti infantili dovute a malattie prevenibili con la vaccinazione nel mondo, circa la metà era attribuibile al morbillo, una malattia apparentemente banale, che può causare numerose complicanze, anche serie, come l’encefalite e la panencefalite sclerosante subacuta, fino al decesso. Tuttavia, nonostante l’efficacia e la sicurezza del vaccino contro il morbillo siano continuamente ribadite dalle autorità sanitarie e dalla comunità scientifica, afferma il ministero, ”in Italia la copertura vaccinale è ancora lontana dal 95%, valore necessario a garantire il controllo della malattia e la sua successiva eliminazione. Nell’ultimo anno è ulteriormente scesa, arrivando a poco più dell’88%. Conseguenza di ciò è il mantenimento della circolazione del virus nei non vaccinati, per cui continuano a verificarsi casi (nel 2014 sono stati segnalati 1.674 casi), con aumento dei casi complicati e che necessitano di ricovero ospedaliero (nel 2014, il 29,4% dei casi è stato ricoverato) in quanto la malattia diventa più frequente nei bambini piccoli, ancora non vaccinati o che non hanno completato il ciclo vaccinale, e nei giovani adulti, nei quali la malattia si manifesta con un decorso più lungo e complicato”.

12 marzo 2015