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No terapia anti ictus per 84% pazienti con fibrillazione

Con anticoagulanti previsti da linee guida meno disabili e morti

Oltre l’80% dei pazienti con fibrillazione atriale colpiti da ictus non avevano ricevuto una adeguata terapia anticoagulante per prevenire l’evento cardiovascolare, nonostante la comprovata capacità di questi farmaci nel ridurre la mortalità. A lanciare l’allarme è uno studio clinico Duke Research Institute pubblicato sul Journal of American Medical Association (Jama).
La fibrillazione atriale è una condizione abbastanza comune e provoca un rischio molto più elevato di avere ictus. Pertanto in questi casi le linee guida prevedono la somministrazione di farmaci anticoagulanti. Per verificare quanti in realtà li assumano, lo studio ha preso in esame più di 94.000 pazienti con fibrillazione atriale che avevano avuto un ictus ischemico acuto presenti nel registro della American Heart Association.
I ricercatori hanno scoperto che al momento dell’ictus solo il 16% di loro stava ricevendo l’anticoagulante consigliato e in questo caso, seppure la terapia non era riuscita a evitare l’ischemia, aveva provocato conseguenze molto meno gravi. Il restante 84% invece non era trattato secondo le linee guida: ovvero, il 30% non stava assumendo alcun trattamento antitrombotico; il 40% ne assumeva uno non adatto alla condizione; il 13,5% assumeva quello giusto, ma in dosi troppo basse per esser considerate terapeutiche. “Alcuni pazienti avevano buone ragioni per non assumere anticoagulanti, come l’elevato rischio di emorragia, ma più di due terzi non aveva alcun motivo”, ha detto l’autore dello studio, Ying Xian. “Se le linee guida fossero seguite in modo appropriato solo negli Stati Uniti si potrebbero evitare fino a 88.000 ictus in un solo anno”.