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Nuove molecole per battere la tubercolosi

Nel 2015 nel mondo ha causato un milione e mezzo di morti

Una nuova classe di molecole potrebbe essere alla base di un nuovo farmaco per il trattamento della tubercolosi, che solo nel 2015 nel mondo ha causato – secondo i dati dell’Oms – un milione e mezzo di morti e 350 in Italia. A sostenerlo due ricerche pubblicate sulla rivista scientifica ACS Infectious diseases, il giornale di riferimento dell’American Chemical Society sulle malattie infettive. Le nuove molecole sono dotate di una potente azione antitubercolare e inibiscono con grande efficacia Guab2, un enzima coinvolto nella sintesi delle basi pirimidiniche costituenti il DNA, impedendone quindi la sintesi e causando la morte del batterio stesso.
Le ricerche sono state coordinate da Valerie Mizrahi dell’Università di Cape Town (Sud Africa) e da Helena Boshoff del NIAID (National Institute of Health degli Usa) e in entrambi i casi è coinvolto il gruppo di biochimica del Dipartimento di Scienze del Farmaco dell’Università del Piemonte Orientale. “Al di là dell’elevato valore scientifico di questa scoperta – spiega Menico Rizzi, professore di Biochimica presso il Dipartimento di Scienze del farmaco UPO – va sottolineato come il lavoro abbia richiesto uno sforzo multidisciplinare e culturale eccezionale, che ha fatto ricorso al lavoro e alle competenze di decine di gruppi di ricerca attivi presso i migliori centri di ricerca a livello mondiale. È stato uno sforzo condotto con uno spirito collaborativo eccezionale che tra Accademia e industrie farmaceutiche non è sempre scontato.
La dedizione dei ricercatori coinvolti e il supporto finanziario della Comunità Europea, del National Institute of Health statunitense e della Bill & Melinda Gates Foundation ci hanno consentito di raggiungere questo traguardo, assai promettente per il futuro anche per la rete di collaborazioni che ha generato”.