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Onu: antibiotico-resistenza per la salute globale è un “lento tsunami”

Documento sottoscritto da 193 Paesi, ma non mancano critiche

L’antibiotico-resistenza per la salute globale è paragonabile a un “lento tsunami”. A dirlo è stata il Direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), Margaret Chan nel corso dell’ultima Assemblea generale delle Nazioni Unite, che visto l’approvazione di un documento congiunto sottoscritto da 193 Paesi.
Alcuni dati, ricorda l’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) sul sito web, mostrano quanto siano gravi le ripercussioni dell’antibiotico-resistenza: un’epidemia di tifo multiresistente si sta diffondendo in diverse regioni dell’Africa, in 105 Paesi si registrano forme di tubercolosi resistenti ai farmaci, mentre sono circa 200.000 i neonati che ogni anno muoiono a causa dei cosiddetti super-batteri. Secondo una previsione del governo del Regno Unito, se attualmente, a livello globale, sono circa 700.000 le persone che, a causa dell’antibiotico-resistenza, muoiono di sepsi, tubercolosi e altre malattie, entro il 2050 questa cifra potrebbe salire fino a 10 milioni.
Articolato in quindici punti, il Documento sottoscritto prevede lo sviluppo di piani nazionali per frenare l’uso degli antibiotici nelle aziende agricole, lo sviluppo di nuovi farmaci e la formazione del personale sanitario e dei pazienti, per incoraggiare un cambiamento culturale verso un utilizzo più responsabile di questi medicinali. Si è inoltre deciso di istituire un organismo di coordinamento, che si riunirà a settembre 2018 per un confronto sui progressi raggiunti.
Non mancano tuttavia le critiche, riprese in un articolo pubblicato sull’ultimo numero di The Lancet. Secondo Ramanan Laxminarayan, direttore del Center for Disease Dynamics, Economics and Policy a Washington, ad esempio, gli impegni assunti dai governi sarebbero ancora troppo generici e deboli.