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‘OSAS’: Fattori di rischio, pericoli e qualche curiosità

Secondo recenti ricerche, dormire poco e/o male favorisce l’aumento di peso, il diabete di tipo II, l’ipertensione, gli attacchi cardiaci e l’ictus cerebrale. Tra le cause dell’insonnia possono esserci: stress, problemi lavorativi, jet lag, lutto ma anche cattiva igiene del sonno, con eccessi alimentari, camera da letto ipertecnologica e orari di lavoro irregolari. Le cause croniche, invece, riguardano allergie alimentari, ansia e depressione, ipertiroidismo ma soprattutto malattie respiratorie, come l’apnea ostruttiva.

 L’apnea può essere più o meno prolungata e provoca un calo dell’ossigenazione del sangue con innalzamento della pressione arteriosa (che di notte dovrebbe essere più bassa) con possibili danni a cuore e cervello, e aumento del rischio di ictus e infarto. Nel caso delle OSAS, oltre all’adozione di uno stile di vita corretto (evitare alcol e farmaci, perdere peso e smettere di fumare), è importante respirare correttamente. Per aiutare il paziente, durante il riposo notturno, è stata messa a punto una tecnica di ventilazione meccanica ideata per mandare aria a pressione nelle vie aeree e ridurre l’insorgenza di complicanze cardiovascolari e neurologiche.  Il russamento, al pari della sonnolenza diurna, è una spia importante dell’OSAS: chi russa va studiato a fondo, così come chi ha frequenti risvegli, sonnolenza, mal di testa, fatica a mantenere la concentrazione, diminuzione della memoria recente, ma anche aritmie o pressione arteriosa elevata resistente a terapie specifiche.