Ottenuto il topo che non sente il dolore: riproduce la malattia nell’uomo e aiuta a cercare cure

E’ stato ottenuto il primo topo geneticamente modificato in modo da non avvertire il dolore fisico, proprio come alcuni ‘cattivi’ di 007 o dei gialli di Stig Larsson. Apparentemente inattaccabili, questi personaggi soffrono di una malattia rara, che per la prima volta il topo gm ha aiutato a studiare. Le ricerche hanno anche permesso di mettere a punto una terapia, sperimentata con successo in una donna di 39 anni. Pubblicata sulla rivista Nature Communications, la ricerca è stata condotta in Gran Bretagna, nella London Global University.  Grazie al topo gm, i ricercatori hanno scoperto che la malattia è dovuta al malfunzionamento di uno dei canali che permettono ai segnali nervosi di attraversare la membrana cellulare. Privato il topo di questo canale, chiamato Nav 1.7, si è visto non solo il meccanismo che impedisce di essere sensibili al dolore, ma anche il modo di superarlo.  I ricercatori hanno infatti scoperto che sia il topo gm sia le persone prive del canale Nav 1.7 producono quantità maggiori delle sostanze oppioidi naturalmente prodotte nell’organismo. Per riportare la situazione alla normalità e per verificare se effettivamente fosse la grande quantità di oppiodi a rendere insensibili al dolore, i ricercatori hanno somministrato al topo gm una sostanza nota per contrastare gli oppiodi, chiamata naloxone. A questo punto i topi gm hanno provato dolore. La stessa sostanza è stata quindi somministrata a una donna di 39 anni colpita dalla malattia: per la prima volta nella sua vita ha sentito stimoli dolorosi. ”Dopo un decennio di sperimentazioni andate male, ora abbiamo la conferma che il canale Nav 1.7 è un elemento chiave nel dolore umano”, commenta John Wood, coordinatore dello studio. ”Speriamo – ha aggiunto – di poter completare la sperimentazione su pazienti umani entro il 2017”. I risultati potrebbero avere applicazioni anche per tutti i malati che soffrono di dolore cronico, ma che rischiano di sviluppare nel lungo periodo dipendenza ai farmaci oppioidi.