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Otto passi avanti per l’Abruzzo nella cura dell’autismo

Aiutare gli operatori sanitari e scolastici a individuare al più presto i primi segni dell’autismo nei bambini per mettersi in rete tra loro e impostare subito una terapia che dia i migliori risultati a lungo termine: è questo l’obiettivo dell’iniziativa “Otto passi avanti per l’Abruzzo”, evento che sabato 21 novembre 2015, dalle ore 14.30 presso l’Auditorium del Rettorato dell’Università di Chieti, coinvolgerà insegnanti, famiglie e operatori in attività di formazione dedicate ai campanelli di allarme tipici dei disturbi del cosiddetto “spettro autistico”. Insieme a interventi, suggerimenti e attività interattive su come riconoscere l’autismo, sarà proiettato il film “Otto passi avanti”, realizzato da Selene e Sabina Colombo.
L’iniziativa è dell’Associazione Autismo Abruzzo Onlus e ha il sostegno economico della Asl Lanciano Vasto Chieti, che promuove il progetto insieme alle altre Asl, all’assessorato regionale alla Programmazione sanitaria, al Centro di riferimento regionale per l’autismo, all’Istituto superiore di Sanità, all’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, all’Ufficio scolastico regionale e ai Comuni capoluogo. Analoghi eventi si svolgeranno venerdì 20 novembre dalle ore 14.30 al Campus universitario Coste Sant’Agostino di Teramo e sabato mattina dalle ore 9.30 presso l’Aurum (Sala D’Annunzio) di Largo Gardone Riviera a Pescara. La partecipazione è gratuita, bisogna iscriversi all’indirizzo www.facebook.com/Autismo-Abruzzo-onlus-434231123360190/?fref=ts. All’evento già tenutosi all’Aquila hanno partecipato 230 persone.
«Le ricerche svolte a livello internazionale – spiega il professor Francesco Chiarelli, direttore della Clinica Pediatrica di Chieti che supporta l’iniziativa – hanno documentato che la diagnosi precoce di autismo nei bambini consente di impostare una terapia tempestiva, associata alla possibilità di un migliore risultato a lungo termine per questi bambini. L’evento ha l’obiettivo di sensibilizzare operatori sanitari e scolastici a pensare all’autismo quando il bambino ne manifesta i primi segni, di difficile individuazione per chi non li conosce».

Una volta fatta la diagnosi, secondo Chiarelli, un altro aspetto importante è che «il bambino e la famiglia abbiano punti di riferimento sul territorio e a livello regionale: studi internazionali documentano che anche questo aspetto è associato a migliori risultati sul lungo termine».
L’associazionismo laico, nell’esempio di Autismo Abruzzo Onlus – sottolinea il direttore della Clinica Pediatrica – è certamente «di stimolo alle istituzioni per fare in modo che, anche in Abruzzo, si crei una solida tradizione culturale su questo importante problema dell’età evolutiva per migliorare la qualità della vita dei bambini e delle loro famiglie».