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Parodontite, la cura esiste e non è sempre chirurgica

Frequente dopo i trent’anni di età, in pochi la conoscono, in pochissimi corrono ai ripari. La piorrea o parodontite – se non curata nei tempi dovuti – può causare la perdita dei denti e interagire con altre malattie correlate.
Secondo i dati diffusi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, sono 750 milioni le persone che ne soffrono nel mondo. Oltre tre milioni, invece, i soggetti che accusano una forma avanzata di infiammazione in Italia, dove manca una conoscenza approfondita di una malattia cui sono correlate – come spiega a Medicalive il dott. Mario Gisotti, odontoiatra specializzato in Parodontologia e Implantologia – altre problematiche: dal diabete all’ictus, dalle infezioni respiratorie alle malattie cardiovascolari. La parodontite si può curare, assicura il dott. Gisotti. In molti casi è sufficiente la sola terapia non chirurgica risolutiva nel 60-70 per cento dei casi. Il nuovo approccio, infatti, prevede che la cura della parodontite si basi essenzialmente e prioritariamente sul trattamento della causa del problema, ossia i batteri. Per curare la malattia, tuttavia, si deve intervenire il prima possibile: il primo allarme si manifesta con un anomalo sanguinamento delle gengive. In tema di prevenzione, invece, attenzione alla dipendenza dal fumo. Regolari sedute di igiene dentale professionale possono non solo contribuire alla prevenzione, ma fare in modo che il professionista si renda conto per tempo dell’insorgenza, consigliando il percorso terapeutico più appropriato attraverso un parodontologo.