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Parto, la donna deve scegliere in libertà. Gli attivisti di Freedom For Birth chiedono l’allestimento delle case maternità

Di libera e consapevole scelta della modalità di parto, Medicalive Magazine ha intervistato la dott.ssa Gabriella Pacini, ostetrica e presidente di Freedom For Birth – Rome Action Group. Il gruppo attivista è nato a fine settembre 2012 per iniziativa di un gruppo di donne (madri, ostetriche, avvocate, psicologhe, artiste, scrittrici, giornaliste ed esperte della comunicazione audiovisiva), dopo aver visto, il 20 settembre 2012, il documentario Freedom for Birth realizzato dai registi Toni Harman e Alex Wakeford.

“Ci proponiamo – ha detto la dott.ssa Pacini intervistata a Napoli in occasione del Convegno nazionale Innecesareo Onlus – di promuovere la cultura della libera scelta delle donne al momento del parto, del diritto delle donne di disporre del proprio corpo e di autodeterminarsi sul modo e sui luoghi del parto. Non proponiamo un modello specifico di parto, bensì lavoriamo per affermare il diritto della donna di scegliere come e dove partorire”.

Freedom For Birth – Rome Action Group ha inoltre prodotto il corto dal titolo “La Prestazione”; il video è stato premiato al DOCSCIENT FESTIVAL 2014 e proiettato in moltissimi eventi, convegni, corsi di formazione (universitari e non) per ostetriche e medici.

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Il Gruppo opera, inoltre, per l’allestimento e l’apertura delle case maternità, strutture che in Italia stentano a partire e in alcuni casi – come rilevato dalla dott.ssa Pacini – sono state chiuse per la banale mancanza di personale.

Il taglio cesareo – si legge nel manifesto del gruppo – non è contestabile aprioristicamente, ma i numeri riguardanti il ricorso al parto cesareo sono particolarmente alti in Italia e nella maggior parte dei casi può essere evitato.

“Noi – si legge nel documento del Gruppo – consideriamo la negazione del diritto di scelta delle donne al parto una violenza sulle donne e come tale va combattuta; la pratica di interventi medici non necessari e non acconsentiti costituisce un abuso sulla persona umana ed una intollerabile negazione dei diritti della persona, ossia dei diritti che trovano radice nell’essere umano in quanto tale e che trovano la piena attuazione nel rispetto della competenza della donna di partorire, innata e preesistente ad ogni protocollo e ad ogni assistenza esterna”.

Per informazioni http://freedomforbirthromeactiongroup.blogspot.it/