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Per curare rara forma leucemia importante diagnosi precoce e informazione

L’informazione e una diagnosi precoce possono fare la differenza per le persone che vengono colpite da una rara forma di leucemia iperacuta, dall’esordio improvviso ma guaribile nella maggioranza dei casi, la leucemia acuta promielocitica.

Dell’importanza di questi fattori si è parlato nel corso di incontro dedicato a questa forma di leucemia rara, organizzato a Milano da Teva Italia.
“La leucemia acuta promielocitica (Lap) rappresenta il 10 per cento di tutte le leucemie acute mieloidi – ha spiegato il professor Felicetto Ferrara, primario di Ematologia all’ospedale Cardarelli di Napoli – ogni anno in Italia vengono colpite circa 150 persone. È una patologia rara e dall’esordio improvviso”. I sintomi possono esse un senso di malessere generale, stanchezza, talvolta febbre, ecchimosi sparse sul corpo e piccole emorragie. È importante la diagnosi precoce: “serve subito iniziare la terapia, perché se la Lap non viene identificata in tempi rapidi il rischio di mortalità precoce è molto elevato”, ha aggiunto il professor Francesco Lo Coco, ordinario di Ematologia dell’Università di Tor Vergata di Roma. La Lap può essere curata grazie alle recenti scoperte scientifiche, che guariscono oltre il 90 per cento dei pazienti, realizzate con il contributo fondamentale dell’Italia, con lo studio della Ginema (Gruppo italiano malattie ematologiche dell’adulto). “La cura mirata consiste in una combinazione tra arsenico e acido retinoico – ha spiegato il professor Giuseppe Rossi, Direttore struttura di Ematologia e Oncologia clinica degli Spedali civili di Brescia – che colpisce solo le cellule malate, senza bisogno di ricorrere alla chemioterapia”. In Italia secondo la rete Orphanet “sono 2 milioni le persone affette da malattie rare – ha spiegato la Senior business unit Innovative director di Teva Italia, Roberta Bonardi – e negli ultimi anni la ricerca ha prodotto risultati importanti in diverse aree terapeutiche. Teva è orgogliosa di mettere a disposizione dei pazienti la sua innovazione attraverso risposte concrete alla richiesta dei bisogni dei pazienti. Non solo per questa forma di leucemia”.