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Per futuri robot e protesi hi-tech arrivano i muscoli sintetici che si auto-riparano

Muscoli sintetici capaci di allungarsi e contrarsi a comando e ripararsi da soli: sono i nuovi materiali che stanno sviluppando i ricercatori dell’università di Stanford, sotto la guida di Zhenan Bao, e che potrebbero un giorno essere a disposizione sia dei futuri robot sia per una nuova generazione di protesi. Il risultato, pubblicato sulla rivista Nature Chemistry, si basa sullo studio di speciali ‘grovigli’ di lunghe molecole, capaci di tornare come nuove anche se vengono seriamente danneggiate.

Realizzare un materiale artificiale che riesca a imitare le incredibili capacità dei muscoli naturali, in grado di allungarsi del 70% senza subire danni, contrarsi rapidamente a comando e autoriparare eventuali danni, è un sogno inseguito da anni ma finora con scarsi risultati. Una promettente strada potrebbe però arrivare dagli elastomeri, particolari fibre basate su catene di molecole. Per realizzarle i ricercatori americani hanno ideato una nuova ‘ricetta’ usando silicio, ossigeno, azoto, carbonio e un ‘pizzico’ di sali di ferro.

Questi ultimi formano strutture simili ad elastici ad anello, che tengono insieme le lunghe catene. Il materiale può essere allungato fino a 45 volte la lunghezza iniziale, per poi tornare alle dimensioni originarie. In caso di danni o rotture anche gravi le fibre si ‘ricostituiscono’. Gli atomi di ferro tendono infatti a cercare di unirsi alle estremita’ delle catene lesionate e i danni vengono completamente riparati in appena 72 ore.

Nonostante queste ottime prestazioni raggiunte, i ricercatori hanno spiegato che esistono ancora grandi limiti da dover superare prima di poter davvero usare questi materiali come muscoli sintetici.