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Il modo di piangere dei bambini dipende dalla lingua della mamma

Più ‘melodioso’ con linguaggio come cinese o Lamso del Camerun

Non tutti i bimbi piangono allo stesso modo. Anzi, vi sono delle differenze importanti che sono attribuibili alla lingua parlata dalla mamma. Se si tratta di un cosiddetto linguaggio tonale, in cui è l’intonazione data alle sillabe a determinare il significato di una parola, come nel caso del cinese mandarino o di altre lingue come il Lamso del Camerun, il vietnamita, il Thai, allora il pianto del piccolo sin da subito sarà più melodico. 

E’ quanto emerge da una ricerca guidata dall’Università tedesca di Wuezburg, pubblicata su due riviste: Speech, Language and Hearing e Journal of Voice. Gli studiosi hanno analizzato i dati relativi a 21 bimbi tedeschi e ad altri 21 camerunesi nella prima settimana di vita. 

Il cambio di tono, da basso ad alto, nel pianto è stato maggiormente osservato nei piccoli del Paese africano rispetto a quelli tedeschi, e un effetto simile anche se più lieve è stato riscontrato anche nei bimbi di Pechino. “Il loro pianto suona più come una cantilena” spiega la professoressa Kathleen Wermke, autrice della ricerca. 

Secondo gli studiosi i risultati evidenziano che lo sviluppo del linguaggio inizia molto prima di ciò che si potrebbe pensare. I balbettii , per esempio, si pensa siano importanti, ma lo studio suggerisce che questo processo di apprendimento può anche iniziare mentre i piccoli sono ancora nel grembo, in un procedimento noto come ‘imprinting’ materno.