fbpx

Frattura del polso. È sempre chirurgica?

Le fratture di polso vengono spesso sottostimate nella loro gravità, lasciando un grave gap funzionale nel caso di una mal guarigione. Si è dimostrato che nelle frattura scomposte e a più alta complessità, una chirurgia immediata, con mezzi di sintesi adeguati, porta ad una migliore guarigione e ad una più rapida ripresa delle proprie attività sociali e lavorative. La prolungata immobilizzazione in apparecchio gessato porta a guarigione, ma allungando sensibilmente i tempi di recupero funzionale. Riportiamo un caso clinico di giovane sportiva con frattura complessa di polso con elevate esigenze di ripresa funzionale dell’arto leso.

Autore 
polso Dott. Roberto Urso
Dirigente Medico
U.O. di Ortopedia e Traumatologia
Ospedale Maggiore, Bologna

 

L’articolazione del polso è una struttura complessa, formata da radio e ulna prossimalmente e dalla filiera del carpo distalmente. É frequente sentir parlare delle fratture del polso, della frattura di Colles, di Goyrand, delle fratture composte e scomposte, articolari e comminute, ma la domanda che spesso ci si pone  è se sarebbe guarita meglio con l’intervento chirurgico.

Questa articolazione, tanto importante per la nostra vita di relazione, è sottostimata nell’ambito della traumatologia. In occasione di gravi politraumi, con molti distretti anatomici interessati, si dia (giustamente) priorità alla riparazione in urgenza dei grandi segmenti, quali femore, tibia, omero, bacino e rachide, dando al polso traumatizzato solo una temporanea immobilizzazione, per poi trattarlo in seconda istanza. Se non adeguatamente trattata, la frattura che ha compromesso l’integrità del polso, non solo rappresenterà una limitazione all’articolazione stessa ma sarà causa di una ritardata ripresa funzionale di eventuali traumi agli arti inferiori poiché l’uso di stampelle e girelli sarà difficoltoso.

 

Citiamo la classificazione di Frykman (fig.1) delle fratture di polso, (La frattura di Colles – Medicalive Magazine – Maggio 2017), dove la frattura di Colles è la più comune della epifisi distale del radio con associato il distacco della stiloide ulnare. Seguono le fratture comminute, articolari, composte e scomposte. Più gravi, dal punto di vista del rischio di infezione secondaria, le fratture esposte, determinate da trauma estremamente violento.

L’incidenza di questa lesione, sempre molto elevata, colpisce ogni fascia di età, dai 18-20 anni in poi, ma con incidenza nettamente superiore nella popolazione anziana, perché più esposta al trauma a causa dell’instabilità deambulatoria e alla più elevata fragilità del tessuto osseo (la percentuale è maggiore nelle donne).

La decisione di intervenire chirurgicamente fa parte della preparazione e competenza professionale del chirurgo senza dimenticare che, secondo le odierne linee guida, l’orientamento è prevalentemente chirurgico per un più rapido ritorno all’attività lavorativa.

polso

Case report.

Giovane donna, grave politrauma in attività sportiva. Al danno generale si associa anche frattura gravemente scomposta del polso sinistro. (fig.2)

Intervento in urgenza per effettuare stabilizzazione di altri segmenti. Il polso viene valutato a fine seduta. Le condizioni generali permettono ulteriore tempo chirurgico e si decide di operare con chirurgia aperta per ricomporre la frattura comminuta. (fig.3)

polsoL’intervento, eseguito con via di accesso chirurgica volare al polso, è un intervento di riduzione della frattura e osteosintesi con placca e viti a stabilità angolare. Questo tipo di operazione permette, se la stabilità dei frammenti è ottimale, di non proporre alcuna immobilizzazione nel post chirurgico, permettendo al paziente di iniziare la mobilizzazione attiva graduale dal giorno successivo l’intervento.

Alla dimissione il paziente viene inviato al terapista occupazionale che si occuperà della riabilitazione del segmento interessato.

polso

Le immagini della figura 4 si evidenziano gli ottimi risultati raggiunti attraverso una chirurgia applicata da medici esperti e una attenta rieducazione post chirurgica.

Conclusione:

la frattura del polso è una patologia invalidante che se non trattata nel modo adeguato, comporta un alto rischio di problematiche future. La chirurgia aperta con esatta riduzione e stabilizzazione attraverso mezzi di sintesi a basso profilo (in lega di titanio e nickel free) è oggi, l’opzione più valida per una “restitutio ad integrum” completa e veloce.