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Prime linee guida italiane sull’integrità nella ricerca

Dal sabotaggio dei colleghi ai conflitti di interesse, dal falsificare le proprie credenziali scientifiche al dare pareri su opere d’arte rubate: sono tante le condotte scorrette che possono vedere potenzialmente coinvolti i ricercatori. A tal fine il Centro nazionale delle ricerche (Cnr), tramite la sua Commissione per l’etica della ricerca e la bioetica, ha appena pubblicato le Linee guida sull’integrita’ nella ricerca, le prime in Italia, e un Codice etico per gli operatori nel campo dei beni culturali.

Nelle linee guida vengono indicate i comportamenti corretti e quelli scorretti dei ricercatori. ”Quello dell’integrita’ nella ricerca e’ un problema mondiale e l’Italia e’ nella media degli altri paesi – spiega Cinzia Caporale, presidente della commissione – I settori biomedici e biologici sono quelli più interessati”. Gli episodi di ”cattiva condotta si stima siano l’1-2% – continua – ma sono importanti a livello simbolico. Il Cnr non ha un problema in questo senso, ma ha voluto lavorare per dare delle buone pratiche per azzerare il fenomeno. Non con una logica sanzionatoria ma creando un clima di fiducia per far emergere i dati incerti”.

Tra il 2014 e 2015 alla Commissione del Cnr sono arrivate segnalazioni da 8 persone di presunte condotte scorrette su 98 articoli scientifici pubblicati negli ultimi 15 anni, per casi di falsificazione dei dati, plagio, scorretta conservazione dei dati e attribuzione di paternità degli articoli. Ogni persona ha segnalato più casi e per 17 e’ stata riconosciuta una condotta scorretta, 61 sono in esame e 20 sono stati archiviati.

Altro fronte di lavoro della Commissione e’ stato quello delle opere d’arte rubate, ”il terzo mercato clandestino in Europa, dopo droga e armi – aggiunge Silvia Chiodi, membro della Commissione – Non esiste un codice dedicato ai ricercatori di questo settore, che sono invece molto importanti. Spesso gli antiquari si rivolgono a loro per avere una valutazione delle opere rubate, o possono contribuire ad esempre a ricostruire la storia di un popolo in modo errato, favorendo conflitti”.