Protonterapia. A Trento la prima paziente pediatrica sottoposta alla nuova terapia

La protonterapia su pazienti pediatrici sbarca in Italia, per l’esattezza a Trento. Una bambina di 9 anni affetta da Cordoma, un rarissimo tumore della colonna vertebrale, sarà il primo paziente ad essere trattato con questa innovativa tecnica.

Si tratta di un nuovo tipo di radioterapia, solo che, ad irradiare il paziente non saranno dei raggi di fotoni ma di protoni. I vantaggi per i pazienti sono molteplici. L’uso dei protoni permette una migliore precisione e permette di irradiare zone vitali del corpo umano, inoltre, la protonterapia ha degli effetti collaterali molto minori rispetto alla tradizionale radioterapia.

L’intervento è il frutto di una stretta collaborazione tra Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari (APSS) di Trento.

“Si tratta di una tecnica che, soprattutto nei bambini, comporta meno effetti collaterali a lungo termine, poiché permette di risparmiare quanto più possibile i tessuti sani che non sono stati colpiti dal tumore – spiega la dottoressa Angela Mastronuzzi, neuro-oncologa pediatra del Bambino Gesù – I protoni, infatti, hanno la peculiarità di rilasciare energia direttamente nella sede del tumore, senza compromettere i tessuti sani intorno. Negli Stati Uniti è usata già da molti anni per il trattamento dei pazienti pediatrici, soprattutto di quelli affetti da tumori del sistema nervoso centrale”.

Nel mondo, la protonterapia, viene effettuata in solo 48 centri e, nel trattamento dei tumori pediatrici, potrebbe, nel giro di qualche anno, soppiantare la radioterapia classica, nel trattamento dei tumori pediatrici.