Psicologia, Psicodramma e Terapia

Foto ModicaDott. Vittorio Catalano Attività indipendente nell’ ambito della psicologia clinica ad approccio analitico, delle neuroscienze, del coaching psicologico ed in ambito psicoeducazionale, focalizzati sulla cura, la prevenzione, e la promozione della salute psicosociale. Cagliari

Nei teatri dell’antica Grecia, e dell’Italia, gli attori, portavano sempre sulla scena una maschera chiamata persona, nella quale i tratti del viso erano esagerati per poter essere rilevati meglio dagli spettatori, e la bocca era fatta in modo da rafforzare il suono della voce per essere udita più forte. Pensiamo all’emozione, come a una complessa interazione che interessa non solamente un individuo, ma che insiste, all’interno di un contesto sociale e fisico, dove il concetto di interazione è reciproco tra il singolo e il tutto. Questo, implica una manchevolezza dei singoli sul controllo degli eventi, anche in situazioni definite semplici, qualsiasi intervento esterno, può modificare sia il contesto sia l’interazione. Provate ad immaginare uno scenario o un ambientazione dove si svolge l’ incontro di una folla, vi accorgerete che ognuno, fa certe cose, segue certe regole, e risponde alle richieste delle altre persone in un modo stabilito, perché in effetti, ogni “persona” interpreta un ruolo, proprio come sul palcoscenico di un teatro. Goffman cita l’esempio dei camerieri in un hotel delle isole Shetland (dove aveva svolto la sua ricerca).

Verificando che il gruppo di performance dei camerieri, di fronte al proprio pubblico (ovvero i clienti del ristorante), inscena una rappresentazione, mostrandosi deferente, rispettoso, discreto, e cosi via. Questo accade in uno spazio di “palcoscenico” (cioè dove il pubblico è presente): mentre nello spazio di “retroscena”, nascosto al pubblico, i camerieri hanno un comportamento del tutto diverso, molto più informale e irrispettoso. La vita sociale si divide quindi in spazi di palcoscenico e di retroscena, cioè spazi privati, in cui gli individui recitano differentemente, rispetto agli spazi pubblici dove inscenano una precisa rappresentazione.

Sempre secondo Goffman, i gruppi sociali si dividono in due categorie: i gruppi di “performance” e i gruppi di “audience”, quindi, la vita sociale si fonda sulla demarcazione dei confini tra palcoscenico e retroscena: infatti il gruppo di audience non deve accedere alle situazioni di retroscena che contraddicono il comportamento pubblico. Oggi attraverso la TV, è possibile conoscere il retroscena dei gruppi a cui non si appartiene: “non è più necessario essere un avvocato per conoscere i segreti distruttivi della categoria degli avvocati, perché questi sono mostrati a tutti dalla TV (Meyrowitz)”.

Questa teorizzazione vuole comunicare che non esiste più identità tra luogo e informazione perché la televisione ha “eliminato” tutti i retroscena (Meyrowitz). Tuttavia, sostiene Miconi, pur superando i contenuti della sociologia di Goffman, ne ricalca in realtà il metodo, mostrando come la dinamica sociale dipenda sempre più dal modo in cui vengono distribuite le risorse strategiche dell’informazione (A. Miconi).

Le arti creative e terapeutiche nello Psicodramma

Nella commedia di Aristofane “Le vespe”, troviamo una sorta di caricatura dello psicodramma che consente di far risaltare alcuni elementi del metodo catartico. Vi possiamo individuare la struttura elementare di uno psicodramma: un sintomo da guarire, una rappresentazione, una soluzione. Lo strumento dello psicodramma permette un’analisi del sogno? Lacan osserva, a proposito del sogno, che esso ha sempre due facce, un versante immaginario ed un versante simbolico e che l’interpretazione, deve adattarsi al registro in causa: non interpretare con il simbolico ciò che è immaginario e viceversa.

La nostra ipotesi è che può aprire una strada (Gaudè). La regola fondamentale dello psicodramma non è l’associazione libera, bensì la necessità di rappresentare. Pensiamo che la rappresentazione, lungi dal rinforzare il carattere immaginifico del sogno, frantumerà a suo modo, con le costrizioni che essa implica, l’immagine manifesta, per lasciare intravedere una dialettica inconscia (Gaudè).

J. L. Moreno creò un teatro della spontaneità con il suo lavoro indirizzato alla comunità che chiamò Psicodramma Pubblico.

L’Incontro, le persone comuni come agenti di cura, il teatro di psicodramma, sono, tra l’ altro, i cardini dello Psicodramma Pubblico. Fondamentale diventa, quindi, la concezione del controruolo che riporta al rapporto con l’esterno, la realtà, il contrasto piacevole o spiacevole con l’altro diverso da noi. La vita è un gioco di ruoli, e ciascuno ne gioca diversi, nelle innumerevoli relazioni che si trova a sperimentare dalla nascita. Attraverso la creazione dello psicodramma, che ha il potenziale di integrare tutte le arti, si manifesta un richiamo al ritorno, verso la forza olistica delle radici della psicoterapia. Un ispirato ed olistico metodo terapeutico, che ci spinge a prendere e riportare in vita queste radici, quasi come in un rito sciamanico. Molti degli elementi base dello psicodramma, possono essere comparati agli aspetti delle pratiche di cura tradizionale.

A riconsiderazione di qualche concetto base dello psicodramma, in comparazione con pratiche analoghe del lavoro di guarigione tradizionale, aiuta posizionare questa tecnica nel contesto di un continuum storico e culturale più ampio. Un periodo preparatorio (warm-up) è fondamentale per il terapeuta che usando, ad esempio, il metodo del “negozio magico”, dove interpreta il negoziante che riceve le richieste di realizzazione personale dai clienti, in questo caso, libertà dallo stress, pace, felicità, riesce a delineare le dinamiche del gruppo, a scegliere i ruoli dei protagonisti e identificare le potenzialità dei singoli e del setting relazionale. Poiché come in un rituale di possessione spirituale, un persona ordinaria, può essere posseduta da certi spiriti, guidata in uno stato di trance dal guaritore e supportata dalla musica, perdendo temporaneamente la sua usuale identità, e acquistando una identità terapeutica ultraterrena. In modo simile, nello psicodramma, i protagonisti dei ruoli, vengono pienamente assorbiti e trasportati in un’altra dimensione di identità psichica, proprio come in un vero rituale sciamanico (J.J. Moreno).

Bibliografia

Dizionaro della lingua Italiana – www.treccani.it/vocabolario/

L. Dotti, G. Peli – Storie che Curano. Lo Psicodramma Pubblico, quaderni di psicoanalisi e psicodramma analitico.

M.N. Gaudè – Il gioco nello Psicodramma Freudiano, quaderni di psicoanalisi e psicodramma analitico.

J.J.Moreno – Ancient sources and modern applications: the creative arts in psychodrama

A.Miconi www.appuntamentidiscienzesociali.it

E. Goffman – The Presentation of Self in Everyday Life