fbpx

Rapporto significativo tra uso quotidiano del PC e uno stadio precoce di Alzheimer

Un uso meno frequente può indicare precoce declino cognitivo

Si trova comunemente nelle nostre case un potente strumento in grado di rilevare i segni della malattia di Alzheimer prima che i pazienti mostrino sintomi di declino cognitivo: il computer di casa. Una è stata individuata da ricercatori della Oregon Health & Science University di Portland, negli Stati Uniti.

Scrivere mail, comunicare con figli e nipoti tramite social network o chiamate online, ricerca di informazioni: l’utilizzo di internet ha ormai guadagnato buona parte degli anziani, tanto che secondo uno studio del Pew Research Center (2013), negli Stati Uniti ben 6 over 65 su dieci ne fanno uso. Ma questo richiede capacità che iniziano a diminuire in caso di Alzheimer.

Utilizzando una risonanza magnetica, i ricercatori hanno misurato in un gruppo di 27 volontari over 65 che non presentavano segni di declino cognitivo il volume dell’ippocampo, regione del cervello fondamentale per la memoria e la cui diminuzione è associata a maggior rischio di sviluppare demenza. Lo studio, condotto da Lisa Silbert e pubblicato sulla rivista Journal of Alzheimer’s Disease, ha scoperto che un’ora aggiuntiva di utilizzo di computer al giorno è associata ad un volume ippocampale più grande dello 0,025%. La ragione per cui i pazienti con volume dell’ippocampo più piccolo dedicano meno tempo al computer è che richiede l’utilizzo di più domini cognitivi che diventano man mano più difficili da esercitare, tra cui la funzione esecutiva, l’attenzione e la memoria