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Rinosettoplastica chiusa, intervista al dott. Ignazio Scimè

La rinosettoplastica è in assoluto l’intervento di chirurgia estetica più richiesto, in grado di cambiare forma e volume a nasi aquilini, a becco, a patata o troppo pronunciati. Tale intervento consente all’uomo e alla donna di recuperare un profilo ideale. È possibile apportare al naso qualsiasi modifica, utile sia per ovviare a problemi funzionali (come una cattiva respirazione), sia estetici. Lo scopo della chirurgia estetica del naso è quello di migliorare forma e dimensioni del setto nasale, adattandolo armonicamente alle caratteristiche del viso. La rinosettoplastica può dare dei buoni risultati nei seguenti casi: Naso troppo grande, Gibbo sul dorso visibile di profilo, Naso troppo largo visto di fronte,
Punta che “tende” verso il basso, Punta larga e bulbosa, Narici troppo grandi, Setto nasale deviato (con cattiva respirazione), Naso deviato lateralmente, Ipertrofia dei turbinati.
Ne abbiamo parlato con il dott. Ignazio Scimè, Specialista in Chirurgia plastica, Chirurgia estetica, Medicina estetica.
L’intervento consiste nel rimodellamento delle strutture portanti del naso: ossa e cartilagini nasali. L’osso nasale, che rappresenta la parte alta del naso (o radice) viene modificato e/o ridotto, mentre le cartilagini, che sostengono la parte inferiore, vengono riadattate in modo da modificarne la lunghezza, la loro proiezione e la loro grandezza.
L’intervento viene eseguito per via interna, quindi senza incisioni visibili, con conseguente scollamento della cute dalla struttura portante. Il risultato finale dipende dalle modifiche apportate alle strutture osteo-cartilaginee, e dalla capacità elastica della cute sovrastante di retrarsi.