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Rischio demenza anziani in calo nei paesi ricchi

Esperti, merito forse di farmaci e ‘allenamento del cervello’
Il rischio di demenza nelle popolazioni anziane occidentali potrebbe essere in calo, forse per effetto della migliore salute cardiaca e degli esercizi per ‘allenare’ la mente che stanno prendendo piede. Lo affermano, riporta Scientific American, diverse ricerche, che sembrano contraddire le previsioni catastrofiche delle istituzioni internazionali.

La questione sarà oggetto di un dibattito al prossimo meeting della American Academy of Advancement of Science (Aaas), editrice della rivista e di Science. Se da una parte il World Alzheimer Report ha previsto un raddoppio del numero di pazienti con demenza dagli attuali 46,8 milioni nei prossimi 20 anni, altre ricerche hanno trovato numeri diversi. Uno studio dell’università di Cambridge ad esempio ha trovato che tra il 1990 e il 2010 il tasso di demenza negli anziani delle contee di Cambridgeshire, Newcastle e Nottingham è diminuito di un quarto, dall’8,3% al 6,5%, un calo corrispondente a 214mila casi in meno. Una diminuzione simile è stata vista da studi in Svezia, Canada e negli Usa, dove una ricerca pubblicata da Alzheimer’s and Dementia ha registrato un abbassamento tra il 1993 e il 2002 dal 12,2% all’8,7%. “E’ probabile che a causa della più alta aspettativa di vita il numero di persone con demenza aumenti nei prossimi anni – afferma Ken Langa dell’università del Michigan, autore dello studio -. Ma se il rischio continua a calare l’aumento sarà meno spaventoso”.

Le cause della diminuzione, continua l’esperto, sono ancora da studiare. Un contributo potrebbe venire dalla migliore salute cardiovascolare, dovuta ad esempio ai farmaci anticolesterolo, e dalla maggiore educazione, che porta a un cervello più ‘allenato’