Gara solidarieta’, al S.Camillo donazioni sangue 10 volte sopra media

Grande generosita’ in tutto il Lazio per aiutare le vittime

Uno straordinario afflusso di donatori di sangue e’ stato registrato nei centri di raccolta del Lazio.
Sono già 60 le persone che hanno donato il sangue per i feriti del sisma nel Reatino all’autoemoteca&lrm allestita da ieri sul piazzale del palazzo della Giunta Regionale del Lazio, in via Cristoforo Colombo, a Roma. Il punto sangue, gestito dall’associazione donatori La Rete di Tutti (che si appoggia all’ospedale S. Eugenio), è stato allestito ieri dalle 14. Nel pomeriggio di ieri hanno donato il sangue 35 persone, e circa altrettante stamattina, in particolare dipendenti regionali. Una trentina di persone inoltre, ieri pomeriggio, si è presentata al punto sangue ma per motivi vari non ha potuto donare. &lrm In attesa al momento ci sono altre trenta persone, sotto i gazebo montati dagli operatori. Al lavoro quattro persone: una dottoressa e tre infermieri. “Il mio suggerimento – ha detto il presidente dell’associazione Felice Di Iorio – è programmare la donazione, per evitare di non riuscire a donare il sangue, che già tra venti giorni potrebbe mancare”. Il punto sangue resterà attivo anche questo pomeriggio.
Solo al San Camillo di Roma i medici parlano di una raccolta dieci volte superiore alla media. A spiegarlo è Silvio Chiarioni, responsabile della sala donatori dell’azienda ospedaliera San Camillo Forlanini di Roma, dove ieri sono stati effettuati 70 prelievi e da stamattina ben 140, dieci volte la media quotidiana.
”In questa direzione va una comunicazione della direzione regionale salute e politiche sociali, la stessa che ieri aveva previsto l’apertura straordinaria dei centri, in cui si comunica un progressivo ritorno ai normali orari” spiega Chiarioni.

”Sull’onda emotiva del terremoto abbiamo avuto molte persone che con grande generosità sono venute qui e abbiamo però dovuto rimandare a casa senza che potessero donare sangue, perché magari avevano preso un’aspirina oppure erano diabetici o cardiopatici – conclude – un grande plauso va anche agli operatori sanitari, come ad esempio gli infermieri, alcuni dei quali sono rientrati dalle ferie per dare la propria disponibilità”.