SCANDALO DOPING NEL MONDO DEI VIDEOGIOCHI

A innescare lo scandalo doping è stato un ragazzo, Kory Friesen che, in un video su Youtube ha ammesso di aver preso dell’Adderall prima di un’importante competizione videoludica.

Ma a quanto pare il caso del giovane Friesen non sembra isolato. L’Adderall, illegale in Italia, ma ampiamente diffuso negli USA, è uno stimolante a base di sali di anfetamina, utilizzato per migliorare l’attenzione, la reattività muscolare e saltuariamente come anoressico. Secondo lo stesso Friesen, nella vasta comunità dei videogiocatori professionisti, molti utilizzano farmaci in grado di potenziarne le performance.

Il problema doping negli sport elettronici non era mai stato preso in considerazione prima di oggi, ma sta iniziando ad assumere una dimensione preoccupante, specialmente nel mondo dei “professionisti”.

I farmaci utilizzati come doping dai giovani videogiocatori sono, di norma, utilizzati per curare giovani e adulti affetti da ADHD (Sindrome da deficit di attenzione e iperattività) e, se utilizzato in modo indiscriminato possono causare gravi effetti collaterali, fino alla morte, come nel caso dell’attore Heath Ledger.

Il caso Kory Friesen ha spinto la  la Electronic Sports League, la principale lega mondiale di e-gaming, a introdurre, dalle prossime competizioni, controlli antidoping. La Lega, che conta 5 milioni di iscritti, ha anche annunciato che collaborerà con la Wada, l’autorità mondiale antidoping, nella definizione delle sostanze da vietare.