fbpx

Scimmie con un gene umano aiutano a studiare l’autismo

Esperimento in Cina, impossibile in Occidente
Scimmie il cui Dna è stato modificato con un gene umano aiutano a studiare l’autismo. L’esperimento, che per la prima volta ottiene il modello di una malattia complessa come l’autismo in una scimmia antropomorfa, è stato condotto in Cina ed è descritto sulla rivista Nature dall’Accademia Cinese delle Scienze. In Occidente sarebbe stato impossibile perché non si possono utilizzare le scimmie nella sperimentazione di terapie o farmaci.

“Nel mondo occidentale nessuno può più toccare le scimmie antropomorfe, che hanno uno stato giuridico assimilabile a quello di un paziente” e pertanto non sono arruolabili in attività di sperimentazione pre-clinica, ha osservato il direttore del Laboratorio di Biologia dello Sviluppo dell’università di Pavia, Carlo Alberto Redi.

Nell’esperimento condotto in Cina le scimmie sono state modificate trasferendo nel loro Dna il gene umano MeCP2, associato a comportamenti tipici dell’autismo. Oltre ad avere comportamenti analoghi a quelli osservati nell’uomo, il gene viene trasmesso dalle scimmie ai loro cuccioli.

Secondo gli autori della ricerca, coordinati da Zilong Qiu, dell’istituto di neuroscienze di Shanghai, il risultato “dimostra la fattibilità di utilizzare primati non umani geneticamente modificati per studiare disordini neurologici dello sviluppo” e “potrebbe contribuire allo sviluppo di strategie terapeutiche per trattare i disordini legati all’autismo”.