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Sciopero dei medici, le rivendicazioni in Sicilia. Sindacati denunciano tagli per 128 milioni

I sindacati denunciano che in Sicilia i medici combattono per i cittadini mentre i politici riducono i fondi per la sanità , lunghissime le file d’attesa, 10 ore per codici gialli al pronto soccorso.

In vista dello sciopero dei medici del 17 e 18 marzo, l’appello: Salvate il soldato “Servizio Sanitario Regionale” che nella baraonda più totale voluta da un’amministrazione incontrollata, affonda sempre più.

Palermo – Tutte le OO.SS. della Dirigenza Medica AAROI-EMAC, ANAAO ASSOMED, CIMO, CGIL FP MEDICI, CISL MEDICI, FASSID, FESMED, FVM, UIL FPL MEDICI parteciperanno compatte allo sciopero dell’intera la classe medica indetto per i prossimi 17 e 18 marzo ed enunciano lo stato di assoluta precarietà dell’assistenza sanitaria in Sicilia, Regione nella quale dopo anni di Piani di Rientro per sanare le casse, si continua a tagliare risorse.

“I cittadini siciliani – si legge in una nota unitaria – devono sapere e comprendere che la battaglia contro una politica miope, non è corporativa bensì è a tutela di un diritto riconosciuto dalla Costituzione – quello alla salute -, che deve prevedere un eguale accesso alle cure in tutto il territorio nazionale, dal Trentino alla Sicilia.

È di tutta evidenza – prosegue il comunicato – il cronico sotto finanziamento delle Reti per l’Assistenza alle patologie tempo-dipendenti (Infarto, Ictus, Centri per i Traumi, Punti Nascita) e per il Sistema dell’Emergenza Urgenza (Pronto Soccorso con un tempo di attesa anche di 10 ore per i codici gialli).

Il Piano di rimodulazione della Rete Ospedaliera – prosegue la nota – ha proposto il sistema degli Ospedali Riuniti, platealmente bocciato dal Ministero della Salute, che sta mostrando in modo piuttosto evidente, tutti i suoi deleteri effetti nel mantenere i Livelli Essenziali di Assistenza, che in Sicilia sono diventati “Livelli Eventuali di Assistenza”, vista anche, la notevole carenza di personale.

sciopero

Come dichiarato nella denuncia della Procura Generale della Corte dei Conti nel rapporto annuale 2015 – ricordano i sindacati –  si evince come si dilati sempre più la spesa per consulenze esterne nelle Aziende Sanitarie della Sicilia, come di tutta Italia, mentre vengono tagliati i servizi fondamentali nelle aree dell’Emergenza e della Prevenzione”. Poi il riferimento alla politica all’Assemblea Regionale Siciliana. “L’Ars – si legge testualmente nel comunicato  – approva a maggioranza la norma, che sarà inserita nella finanziaria, con cui saranno prelevati dal fondo sanità 128 milioni di euro per sanare un debito contratto dalla Regione Sicilia con lo Stato. Di fatto, saranno affidate meno risorse per l’attivazione di procedure di stabilizzazione per i precari della Sanità, si dilateranno i tempi d’attesa per le prestazioni mentre si chiedono sacrifici sempre maggiori alla popolazione e agli operatori; impegnando somme ingenti per debiti contratti con lo Stato per capitoli di spesa che con la sanità nulla hanno a che spartire.  È una vergogna, si conclude la nota”.