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Scoperta una fonte di staminali nel ‘rivestimento’ del cervello

Studio nato in Italia, speranze per Alzheimer e sclerosi multipla

Scoperto un ‘tesoretto’ di cellule staminali in grado di generare nuovi neuroni per il cervello: questa ‘fonte di rigenerazione’ si trova nelle meningi, le membrane che rivestono il sistema nervoso centrale, ed è ancora attiva dopo la nascita. Lo dimostra uno studio internazionale partito dall’Università Statale di Milano e dall’Università di Verona: i risultati, pubblicati sulla rivista Cell Stem Cell, potrebbero accendere nuove speranze nella lotta alle malattie neurodegenerative come l’Alzheimer e la sclerosi multipla. Grazie a questa ricerca si aggiunge un importante tassello nella comprensione degli eventi che contribuiscono alla formazione dei neuroni del cervello, rivelando che anche dopo la nascita vengono aggiunti nuovi neuroni nella corteccia cerebrale.

La ricerca


I ricercatori, coordinati da Peter Carmeliet dell’Istituto di ricerca VIB a Lovanio, in Belgio, lo hanno scoperto studiando il sistema nervoso di topi appena nati. Le cellule staminali trovate nelle loro meningi si formano durante lo sviluppo embrionale e, dopo la nascita, migrano dalle meningi verso l’interno del cervello. Qui danno origine a nuovi neuroni della corteccia encefalica capaci di connettersi e comunicare con i circuiti neuronali già esistenti.



Una speranza per la lotta alle malattie neurodegenerative


La scoperta potrebbe assumere un significato molto importante per la lotta alle malattie neurodegenerative, come spiega Francesco Bifari, il ricercatore dell’Università di Milano che ha ideato lo studio insieme ad Ilaria Decimo dell’Università di Verona. ”Il prossimo passo della ricerca –  spiega Bifari – sarà quello di studiare il ruolo delle cellule staminali delle meningi nelle malattie in cui i neuroni sono danneggiati, quali ad esempio la sclerosi multipla, la lesione del midollo spinale e la malattia di Alzheimer”.