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Scoperta “l’arma segreta” del Sistema Immunitario contro i virus

Anche il sistema immunitario ha la sua arma segreta, in particolare per difendersi dall’attacco dei virus. Si chiama PARP9-DTX3L ed è un complesso proteico che combatte su entrambi i fronti.

Da un lato distrugge le proteine usate dai virus per iniziare il processo di replicazione, dall’altro attiva il sistema immunitario.

La scoperta, pubblicata su Nature Immunology dall’Università di Washington a Saint Louis, potrà essere d’aiuto nello sviluppo di nuovi farmaci antivirali.

L’obiettivo dei ricercatori è proprio quello di ‘rispolverare’ e ‘oliare’ questa macchina da guerra finora ignorata per potenziare le difese dell’organismo. I primi esperimenti sui topi condotti grazie all’ingegneria genetica hanno dimostrato che si sta percorrendo la strada giusta.

Infatti, manipolando il gene che avvia la produzione di STAT-1, la proteina-detonatore che trasmette il segnale di attivazione del PARP9-DTX3L, è stato possibile aumentare la risposta del sistema immunitario ottenendo ottimi risultati, sia contro il virus dell’encefalite che contro i virus dell’influenza aviaria (H5N1) e suina (H1N1).

I dati più eclatanti si sono ottenuti contro l’encefalomiocardite, una grave malattia che colpisce organi vitali come il cuore e il cervello: in questo caso i ricercatori sono riusciti ad aumentare la sopravvivenza dei topi da zero a 97%; anche con concentrazioni del virus 100 volte superiori.

La percentuale dei sopravvissuti si è mantenuta elevatissima, pari all’82%. Inoltre nessun topo ha sviluppato malattie autoimmuni come effetto collaterale: questo perché non si è andati ad agire sull’interruttore principale della risposta immunitaria (l’interferone) rischiando di mantenerlo sempre ‘acceso’, bensì su un interruttore secondario (la molecola STAT-1) che entra in azione solo quando c’è una vera aggressione dall’esterno.