fbpx

Sedute di make-up al Gemelli per pazienti con tumore ovarico

Quasi 40.000 donne colpite ma 60% delle italiane non lo conosce

Correttore per le occhiaie e fard per riprendere colorito, eyliner ma senza dimenticare un filo di perle: si può curare il tumore senza dimenticare di rifarsi il trucco, un piccolo gesto di vita quotidiana per riappropriarsi del proprio corpo. Questo l’obiettivo della campagna ‘Sguardi d’energia’, promossa da ACTO onlus, che farà tappa al Policlinico Gemelli di Roma dal 23 al 27 novembre, per offrire sedute di make-up alle pazienti colpite da cancro alle ovaie, neoplasia con cui in convivono 37.000 italiane. Il progetto itinerante, ospitato nei principali Centri oncologici per rispondere al bisogno di ritrovare l’attenzione quotidiana alla propria femminilità, propone un programma di trucco personalizzato e un servizio di supporto psicologico.

Oltre 200 donne hanno preso parte con entusiasmo alla tappa milanese dell’iniziativa. “La perdita di capelli, ciglia e sopracciglia, il pallore, le occhiaie, l’aumento o la perdita di peso – spiega Nicoletta Cerana, presidente di ACTO onlus – sono solo alcuni dei cambiamenti dell’aspetto fisico che le pazienti affrontano durante il percorso di cura”. Problematiche estetiche che possono apparire secondarie ma “incidono sulla percezione della propria immagine, generano ansia e depressione e in molti casi influiscono anche sulla capacità di risposta alle terapie”.

L’iniziativa mira anche a promuovere maggiore conoscenza nei confronti del tumore ovarico, di cui si registrano 6.000 nuovi casi ogni anno ma che il 60% delle donne non conosce. E’ “subdolo, caratterizzato dall’insorgenza di sintomi vaghi quali la tensione addominale, sazietà precoce e i dolori addominali diffusi”, chiarisce Giovanni Scambia, Direttore del Dipartimento per la Salute della Donna e del Bambino al Policlinico Gemelli dell’Università Cattolica di Roma, “inoltre non esistono strumenti di prevenzione, né test per lo screening precoce”. Per questo, nell’80% dei casi la diagnosi arriva in fase avanzata quando le possibilità di cura sono limitate.