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Grande successo in Sicilia per l’iniziativa “Screening di primavera” promossa dall’Assessorato regionale della Salute nell’ambito del protocollo d’intesa con Lions Club International, coordinato dal Servizio 1 – Screening oncologici dell’Assessorato e dall’Ufficio speciale Comunicazione, e realizzato dalle Aziende sanitarie provinciali- e dai volontari di Lions distretto 108Yb.

Numerosi i cittadini che hanno risposto all’appello alla prevenzione lanciato dall’Assessorato regionale alla salute e dal Lions Club International.

Le Asp e le Aziende Ospedaliere hanno assicurato una lunga lista di prestazioni, tutte gratuite e con accesso diretto: screening del cervicocarcinoma (Pap Test o Hpv test per donne di età compresa tra 25 e 64 anni di età), screening del tumore del colon retto (distribuzione del Sof Test), vaccinazione anti Covid-19 (prima, seconda o dose booster).

Soddisfazione per la riuscita dell’iniziativa ha espresso l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza: “Prevenzione e promozione della salute sono alcuni fra gli obiettivi prioritari dell’attività dell’Assessorato per la Salute – ha detto Razza – Questa occasione è la verifica che l’efficacia del sistema di prevenzione passa dalla condivisione di iniziative in un contesto di competenze precisamente definite. In quest’ottica, in particolare, cardine della prevenzione è lo screening, una strategia sanitaria che permette di scoprire un’eventuale malattia nelle sue fasi iniziali consentendo la tempestiva presa in carico della patologia, con la conseguente riduzione della mortalità e dei costi per il Servizio sanitario nazionale e per la società”.

L’Azienda Cannizzaro, in collaborazione con il Comune di Acicastello ha effettuato:

N. 23 test HPV, 24 screening diabete, 33 ecografie tiroide, 17 mammografie, 20 visite cardiologiche, un incontro di educazione sanitaria per l’adesione a screening Asp e corretti stili di vita per contrastare l’insorgenza di patologie oncologiche. Partecipazione di circa 200 cittadini, con tre conferenze e distribuzione di materiale informativo.

Asp Palermo: Sono state oltre cento in 4 ore di attività le prestazioni erogate a bordo dei camper dell’Azienda sanitaria provinciale che ha anche somministrato 12 vaccinazioni anti Covid-19, di cui 6 domiciliari ad utenti non trasportabili. Il maggiore afflusso si è registrato nell’ambulatorio mobile per lo screening delle malattie infettive sessualmente trasmissibili. Sono stati 27 i prelievi ematici effettuati per HIV, Epatite e Sifilide, mentre 12 i Sof Test distribuiti per la ricerca del sangue occulto nelle feci, 18 le mammografie prenotate nei centri dell’Asp di Palermo e 17 gli esami (HPV Test) del cervicocarcinoma. Somministrati in un’apposita postazione anche 5 tamponi antigenici per lo screening del Covid-19. Lo sportello amministrativo ha lavorato intensamente nel rilascio di Green Pass e certificati di esenzione ticket per reddito.

Asp Ragusa: 80 screening per glicemia, 18 screening del tumore del colon retto, 15 pap test e 16 screening oncologici per tumori della mammella.

Asp Agrigento:

Agrigento: n. 15 prenotazioni ginecologiche e n. 30 prenotazioni per prevenzione oncologica), screening diabetologico con l’effettuazione del test rapido della glicemia (n. 40), visita senologica (n. 19), screening oculistico (n.50), promozione della vaccinazione in gravidanza, promozione di stili corretti di vita ed alimentari.

Ribera sono stati eseguiti: 110 screening gratuiti diabetologici ed attuata azione di promozione degli screening oncologici e di sensibilizzazione della popolazione attraverso la consegna di materiale divulgativo

Campobello: è stato organizzato un punto informativo riguardo alla prevenzione oncologica e cardiovascolare con promozione di stili di vita corretti, dell’attività fisica, distribuzione di brochure e misurazione di alcuni parametri. Oltre 100 cittadini si sono accostati ed hanno usufruito del servizio.

Menfi: Svolte analoghe attività di promozione di screening oncologici e non con distribuzione di brochure e sensibilizzazione a stili corretti di vita. Effettuati n. 130 test per rilevazione glicemia.

Asp Trapani

Trapani 25 esami prenotati; Marsala 23 esami prenotati; Alcamo 24 esami prenotati tra mammografie provette colon, pap test e Hpv test. Inoltre, sono state distribuite centinaia di brochure informative anche a Castelvetrano.

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Colonnine di ricarica per veicoli elettrici nei parcheggi degli ospedali. ‘Electric Path‘, il progetto di Novo Nordisk che coniuga salute e sostenibilità ambientale, sbarca in Italia, in particolare presso l’azienda ospedaliera San Camillo Forlanini di Roma. La partnership pubblico-privato, che porterà le Infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici (Idr) negli ospedali di tutta la Regione Lazio, è stata presentata questa mattina a Roma, presso la sede dell’azienda farmaceutica danese.
‘Electric Path’ è un’iniziativa realizzata nell’ambito del più ampio programma internazionale ‘Circular for Zero’, strategia dell’azienda danese per azzerare l’impatto ambientale entro il 2030.
“Prosegue l’impegno per l’eco-sostenibilità ambientale delle strutture sanitarie e l’innovazione tecnologica; siamo contenti di far parte di questa partnership tra pubblico e privato- ha commentato Alessio D’Amato, Assessore sanità e integrazione socio-sanitaria della Regione Lazio- Grazie ai finanziamenti previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) si apre una stagione di grandi investimenti per realizzare una rivoluzione digitale che semplifichi l’accesso ai servizi, ma che guardi anche all’economia circolare, al benessere, ai corretti stili di vita, alla prevenzione. Su questo, sicuramente la partnership con Novo Nordisk per noi è molto importante. Nuovi ospedali, dunque, grazie alle nuove tecnologie per una sanità sempre più vicina alle esigenze delle persone, dove l’impegno per la sostenibilità e la green economy rivestono un ruolo centrale nell’azione di programmazione. Il Lazio- ha tenuto a sottolineare l’assessore- è la prima regione italiana ad aderire a questo progetto”.
“Attraverso questo progetto che prevede l’installazione di colonnine di ricarica prosegue la sfida di Novo Nordisk, iniziata a livello mondiale nel 2014 con Cities Changing Diabetes, nel rendere gli ambienti urbani un luogo di promozione della salute- ha spiegato Drago Vuina, general manager e corporate vice president Novo Nordisk- Da parte nostra, ci siamo posti l’obiettivo delle zero emissioni entro il 2030 per tutte le nostre produzione, in tutte le nazioni nelle quali siamo presenti. È importante coinvolgere la popolazione nelle diverse strategie messe in atto per salvaguardare la salute della città e dei cittadini- ha aggiunto- così da stimolare un cambiamento significativo per la loro salute e per l’ambiente”.
“Novo Nordisk è particolarmente orgogliosa del convinto appoggio della Regione Lazio al nostro progetto Electric Path, che si sviluppa, peraltro sull’intero territorio nazionale- ha aggiunto Marco Salvini, senior director External affairs Novo Nordisk- Questa collaborazione è un chiaro esempio di come possa svilupparsi una partnership pubblico-privato unica, mirata alla salvaguardia della salute dei cittadini. Abbiamo scelto di iniziare dal Lazio perché per noi rappresenta una Regione benchmark”.
Al San Camillo Forlanini, le infrastrutture per la ricarica dei veicoli elettrici sono state installate nei parcheggi situati all’interno dell’ospedale in modo da essere fruibili da tutti, per stimolare le persone a una transizione più rapida verso modelli di mobilità sostenibili e contribuire così alla riduzione delle emissioni di CO2, con conseguente miglioramento della salute e del benessere di tutti.
“Abbiamo aderito con convinzione a questo progetto- ha dichiarato Narciso Mostarda, direttore generale azienda ospedaliera San Camillo Forlanini– per contribuire a obiettivi concreti in tema di riduzione sull’impatto ambientale. Infatti, è fondamentale favorire un’infrastruttura diffusa e capillare che incentivi e faciliti l’uso dei veicoli elettrici. L’installazione nel nostro ospedale di impianti di colonnine di ricarica per veicoli elettrici va proprio in questa direzione e potranno essere utilizzati da un ampio numero di persone, sia utenti sia dipendenti. Anche sulla qualità dell’energia che viene utilizzata gli ospedali e i loro utenti devono fare attenzione”.
Sono milioni, infatti, le persone che ogni anno muoiono a causa degli effetti diretti o indiretti dell‘inquinamento atmosferico, in particolare negli ambienti urbani. Oltre ad avere un impatto sull’aria e sull’ambiente che ci circonda, l’inquinamento è causa anche dello sviluppo di numerose malattie legate ai polmoni, oltre che di ictus, demenze, malattie renali e diabete. È stato osservato, ad esempio, che un aumento di 10 unità di concentrazione di PM10 o NO2 si traduce in un aumento rispettivamente del 8,1 per mille e del 4,1 per mille nella prevalenza del diabete tipo 2. Inoltre, un’ampia ricerca condotta negli Stati Uniti ha messo in evidenza come l’inquinamento atmosferico sia responsabile ogni anno di oltre 3 milioni di nuovi casi di diabete.
“Lo sviluppo dell’elettrificazione della mobilità- ha aggiunto Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile- è una componente fondamentale della decarbonizzazione dei trasporti, necessaria per raggiungere l’obiettivo dell’Accordo di Parigi sul clima e del Regolamento europeo di riduzione delle emissioni di gas serra al 2030 e di azzeramento delle emissioni nette entro il 2050. L’istallazione di infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici nei parcheggi delle strutture pubbliche è un buon esempio e un contributo significativo anche alla riduzione dell’inquinamento locale e alla difesa della salute”.
‘Circular for Zero’ è la strategia di economia circolare di Novo Nordisk, attiva dal 2019, per rendere l’azienda a impatto ambientale zero entro il 2030 attraverso riduzione dei consumi, riciclo dei rifiuti, studio e sviluppo di prodotti riutilizzabili, in un ciclo virtuoso ‘circolare’ della catena di fornitura. Novo Nordisk è inoltre impegnata a raggiungere i 17 obiettivi di Sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 collaborando con organizzazioni sia pubbliche che private e considera la lotta al cambiamento climatico al pari dei risultati finanziari e sociali e, per questo, un impegno costantemente misurato. L’installazione di colonnine di ricarica per veicoli elettrici vira in questo senso. 
Nel 2020, Novo Nordisk ha già raggiunto l’obiettivo di utilizzare nei propri stabilimenti energia elettrica prodotta esclusivamente da fonti rinnovabili e di azzerare le emissioni di CO2 imputabili alle attività operative e di trasporto entro il 2030.
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“All’inizio di questo secolo l’ambito cardiovascolare è stato investito da un senso di attesa nei confronti di queste nuove terapie avanzate generando le più grandi speranze circa l’arrivo al letto del paziente di nuove forme di trattamento per malattie gravi. Quasi vent’anni più tardi, sebbene esista in Europa una terapia cellulare approvata come hospital exemption per le forme più gravidi ischemia cardiaca, molte speranze si sono trasformate in delusioni. Oggi disponiamo di terapie avanzate che vent’anni fa erano solo fantasia e per ottenerle siamo passati attraverso fallimenti e brusche fermate. Quei fallimenti sono stati necessari per arrivare al punto in cui siamo e da quelli dovremo imparare come andare oltre e tagliare nuovi traguardi”. Così il prof. Giulio Pompilio, Direttore Scientifico e Responsabile dell’Unità di Biologia Vascolare e Medicina Rigenerativa presso l’IRCCS Centro Cardiologico Monzino, e Presidente del Comitato Scientifico di Osservatorio Terapie Avanzate (OTA), ha aperto un incontro di formazione destinato ai giornalisti – dal titolo Dalla sperimentazione alla pratica clinica. Comunicazione e impatto, presente e futuro delle terapie avanzate – organizzato da OTA in collaborazione con Primopiano Academy e con il contributo non condizionante di Celgene – ora parte di BMS, Novartis, PTC Therapeutics, Roche e Sanofi. L’obiettivo del corso è stato di illustrare presente e prospettive future delle terapie avanzate, cioè quelle terapie innovative basate su terapia genica, terapia cellulare ed ingegneria tessutale che stanno rivoluzionando la medicina e offrendo nuove possibilità a gravi malattie per cui fino a ieri non c’era alcuna prospettiva di cura. Un racconto fatto da chi le terapie avanzate le ha ideate e portate fino al letto dei pazienti.

La prima parte del corso è stata dedicata ai progressi raggiunti attraverso il racconto dei ricercatori che in prima linea hanno ideato queste terapie avanzate e che hanno visto, con grande emozione, il successo ottenuto sui pazienti. La seconda parte è stata invece un focus sulle nuove terapie che potrebbero arrivare nei prossimi anni e sulle sfide ancora da affrontare. Malattie rare della retina, malattie neuromuscolari, immunodeficienze, malattie genetiche che intaccano i tessuti, tumori del sangue: per alcune patologie incluse in questi gruppi le terapie avanzate sono già oggi una concreta opzione terapeutica, una svolta determinante per patologie gravissime e in precedenza senza possibilità di cura. E se questi già oggi sono i risultati raggiunti dalla medicina attraverso le terapie avanzate ancora maggiori aspettative ci sono per il futuro di questo settore relativamente giovane ma nel quale il nostro Paese si sta distinguendo per i grandi successi nella ricerca, che qui ha trovato terreno fertile e ricercatori di grandissimo livello.

“Il tema della sostenibilità delle terapie avanzate riguarda tutta la comunità, dai medici e ricercatori ai rappresentanti dell’industria e del settore regolatorio, fino ai pazienti – ha spiegato all’incontro organizzato da Osservatorio Terapie Avanzate la prof.ssa Concetta Quintarelli, Responsabile dell’Unità di Terapia Genica dei tumori dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, member del Comitato per le Terapie Avanzate dell’EMA – Dopo anni di ricerca e studio, dopo l’ottenimento dell’autorizzazione all’immissione in commercio dagli enti regolatori, accade che il sistema non supporti dal punto di vista economico le nuove terapie avanzate. Occorre stravolgerlo e far in modo che tutti abbiano in mente il tema della sostenibilità sin dall’inizio di questo meraviglioso percorso che può regalarci trattamento unici. È solo in questo modo che sarà possibile realizzare un autentico progresso nel campo delle terapie avanzate”.

Al momento sono 14 le terapie avanzate approvate in Europa, 8 delle quali già disponibili in Italia, il che conferma l’importante ruolo giocato dall’Italia nello sviluppo e nell’implementazione di terapie avanzate necessarie da decenni. Ma testimonia anche il livello di fiducia in esse riposto, dal momento che la terapia genica, le terapie a base di CAR-T o i trattamenti basati sull’ingegnerizzazione delle cellule staminali presuppongono alti costi di sviluppo e mantenimento. L’importante trend di crescita delle terapie avanzate in fase di valutazione e approvazione a livello europeo è stato illustrato anche nel rapporto annuale di Horizon Scanning dell’AIFA “Scenario dei medicinali in arrivo Rapporto 2022”: nel 2022 sono attesi i pareri dell’EMA per 7 terapie avanzate. Di queste, circa il 60% ha come bersaglio alcuni tipi specifici di tumore, a testimoniare che le terapie avanzate, sviluppate inizialmente per combattere gravi malattie rare, stanno allargando gli orizzonti. Secondo le previsioni degli esperti, si potrebbe arrivare fino a 50 nuove terapie avanzate nel prossimo decennio a livello mondiale.

Naturalmente, perché in futuro l’Italia possa continuare ad essere un Paese che non solo fa ricerca ma che, come oggi, riesce anche a renderle effettivamente fruibili ai pazienti, sarà necessario uno sforzo in termini organizzativi, inclusa l’individuazione dei fondi necessari a coprire i costi di queste terapie e l’individuazione di modelli di pagamento che possano renderle sostenibili nel tempo soprattutto in vista dell’aumento del numero di terapie che diventeranno disponibili nei prossimi anni. Un tema che OTA ha già ampiamente affrontato nella prima Consensus sul tema, dal titolo Proposta di Misure per la Determinazione del Valore delle Terapie Avanzate in Italia – uno Studio Basato sul Metodo Delphi.

All’incontro con la stampa hanno partecipato, oltre al prof. Giulio Pompilio e alla prof.ssa Concetta Quintarelli, anche il dott. Gianluca Dotti, Giornalista scientifico, il prof. Alessandro Aiuti, Vicedirettore dell’Istituto San Raffaele Telethon per la Terapia Genica (SR-Tiget) e Direttore dell’U.O. di Immunoematologia Pediatrica presso l’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, la prof.ssa Marika Pane, Direttore dell’U.O.S. Dipartimento Centro Clinico Nemo Pediatrico di Roma, la prof.ssa Francesca Simonelli, Direttrice della Clinica Oculistica dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” di Napoli, il prof. Alessandro Rambaldi, Direttore del Dipartimento di Oncologia-Ematologia all’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, la dott.ssa Raffaella Di Micco dell’Istituto Telethon San Raffaele per la Terapia Genica (SR-Tiget) di Milano, la dott.ssa Sarah Tettamanti, Ricercatrice presso il Centro di Ricerca “M. Tettamanti” di Monza e il prof. Giulio Cossu, Group Leader dell’Unità di Terapia Cellulare per le Miopatie presso l’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano.

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La telemedicina è davvero il futuro della sanità?

La tecnologia sta rivoluzionando la nostra quotidianità. Il sistema sanitario, come gli altri settori professionali, sta mutando in virtù di un evoluzione favorita dalla recente pandemia. Infatti, il Covid-19 ha obbligato la società a cambiare rotta, ad adottarenuove abitudini e quindi ad affidarsi, dove e quando possibile, al digitale. Ovviamente il sistema sanitario non poteva fare eccezione davanti alle continue richieste di consulti medici e visite a distanza, motivo per cui si può definire la telemedicina il futuro della sanità.

Consulti medici online: un po’ di numeri

Secondo un’analisi condotta dall‘Osservatorio dell’Innovazione Digitale in Sanità, in collaborazione con il Politecnico di Milano, la recente emergenza ha spinto gli italiani ad avvicinarsi alla telemedicina.

Le statistiche suggeriscono un aumento di quasi venti punti percentuali, dall’11% si è passati al 30%. I numeri sono destinati a crescere ulteriormente, considerando le buone impressioni dei pazienti e la volontà degli italiani di affidarsi a uno strumento comodo e rapido. Il trend non è soltanto italiano, ma globale.

L’incremento maggiore di teleconsulti è stato registrato negli Stati Uniti, dove lo US Centers for Disease Control and Prevention ha rilevato una crescita pari al 154% delle visite a distanza durante la pandemia.

La telemedicina ha conquistato tutti

Lo studio di Frost & Sullivan intitolato “Innovative Business Models Powering the Telehealth Market in Europe”, prevede che entro il 2026 il settore della telemedicina avrà quadruplicato il proprio valore economico rispetto al 2019, raggiungendo un volume d’affari pari a 17 miliardi di euro. In particolare, dovrebbero essere questi gli ambiti più coinvolti:

i consulti tra specialisti e tra medici e pazienti;
la medicina comportamentale;
i dispositivi indossabili in grado di tracciare i parametri vitali ed integrarsi con le cartelle cliniche;
il monitoraggio remoto dei pazienti.

In Italia, non sono poche le strutture che hanno inaugurato servizi di telemedicina e che oggi vantano un’eccellente capacità di seguire i pazienti a distanza.

Un esempio è epiCura, nata nel 2017 con un obiettivo ambizioso: semplificare l’accesso alla sanità. La start up torinese offre prestazioni mediche in studio, a domicilio e in videoconsulto 7 giorni su 7, compresi sabato e domenica. Gli specialisti epiCura operano nei settori più disparati, dalla cardiologia all’oculistica, passando per la psicologia e la pediatria. EpiCura vanta inoltre un’ampia rete di professionisti su tutto il territorio italiano e vuole sempre di più espandersi!

Ricercano costantemente figure come Veterinari, Pediatri, Medici di base e Nutrizionisti. Vuoi candidarti? clicca qui

Consulto medico online: quali opportunità

L’approccio digitale consente a medici e specialisti di essere di supporto in tantissime occasioni: tramite i consulti medici online, uno specialista può seguire i pazienti cronici durante il decorso della malattia, fornire un parere in caso di urgenze oppure consigliare il paziente circa il percorso terapeutico da intraprendere.

Ma la telemedicina rappresenta una soluzione ottimale anche in caso di visite specialistiche di vario genere.

Per esempio, a giovarne possono essere i nutrizionisti, che fin dalla prima visita online possono raccogliere le informazioni necessarie per elaborare una dieta adeguata e seguire il paziente nel corso del tempo;

Anche le consulenze psicologiche online hanno dimostrato tutta la loro efficacia, sia in occasione del consulto iniziale che durante l’iter terapeutico.

Poter disporre di un medico di base online è un’opportunità in grado di risolvere moltissimi dei problemi che affliggono coloro che vivono fuori mano, dei pazienti ipomobili e di coloro che sono temporaneamente costretti in casa da un infortunio.

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“Sosteniamoci insieme. Adultità, individualità e dopo di noi” a sostegno della sindrome di Down T2. Sul tema, l’Ordine dei medici di Palermo ospiterà un momento di confronto e di condivisione dei percorsi sanitari e formativi attivabili, che oggi si rendono indispensabili per affrontare le sfide e i problemi sempre più complessi legati al mondo delle disabilità. L’appuntamento, organizzato in occasione della Giornata mondiale della sindrome di Down, che ricorre il 21 marzo, è a Villa Magnisi, sabato 19 marzo, a partire dalle 10.30.

Nel corso della giornata di lavori saranno presentati i risultati del progetto ”Sosteniamoci insieme” arrivato alla sua fase conclusiva.

Al convegno, che sarà moderato dalla giornalista Anna Cane, interverranno Giampiero Gliubizzi presidente di SporT21 Sicilia, Ignazio Cusimano, presidente di AIPD Termini Imerese, Martina Biundo, progettista Formalab.

Parteciperanno Toti Amato, presidente dell’Omceo di Palermo, Roberto Lagalla, assessore regionale alla Formazione, Gianluca Inzerillo, consigliere comunale Palermo, Maria Concetta Buttà, assessore alle Politiche sociali del comune di Termini Imerese.

Il vicepresidente della Fondazione Down Friuli Venezia Giulia, Sergio Silvestre, e il dirigente dell’ufficio legislativo e legale della Regione siciliana, Salvatore Taormina, affronteranno rispettivamente, i “Percorsi possibili per una vita indipendente” e gli “Strumenti legislativi del terzo settore per il dopo di noi” disponibili.

Interverranno, inoltre, il dirigente regionale dell’Area 5 Brand Sicilia e Marketing Bruno Lo Bianco, il presidente di Confindustria Sicilia Alessandro Albanese, il presidente C.S.A. In Palermo Eros Lodato, l’imprenditore Vito Biundo del birrificio Bruno Ribaldi, the president and head of Hospitality Mangia’s – Aeroviaggi Marcello Mangia, Girolamo Tavolanti per la ‘La Casa del Volontariato’ di Termini Imerese, il presidente del Rotaract Palermo Vincenzo Traina.

Il progetto “Sosteniamoci insieme” è stato finanziato dall’assessorato regionale alla Famiglia per sostenere l’inclusione sociale dei ragazzi con disabilità intellettiva relazionale con sindrome di Down. L’obiettivo è sviluppare un approccio consapevole della coltivazione dei prodotti attraverso la conoscenza delle principali tecniche di produzione e di trasformazione ecosostenibili dei grani antichi siciliani e degli ortaggi.

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Circa un terzo della nostra vita lo trascorriamo dormendo. Il sonno rappresenta una condizione importante e indispensabile per la vita stessa: indispensabile in quanto condizione necessaria alla sopravvivenza, importante per le modificazioni neuronali, biochimiche, metaboliche che avvengono con il sonno e durante il sonno.

Con queste premesse la Società Italiana di Neurologia partecipa oggi alla celebrazione della Giornata Mondiale del Sonno e fa il punto sull’impatto della pandemia sui disturbi del sonno.

“Numerosi studi che si sono occupati delle conseguenze provocate dalla infezione COVID-19 – commenta il Prof. Giuseppe Plazzi, Direttore del Centro per lo Studio e la Cura dei Disturbi del Sonno dell’Università di Bologna – evidenziano come l’insonnia si posizioni al secondo posto (dopo il disturbo d’ansia) nelle sequele psichiatriche dei pazienti COVID-19. Indipendentemente dal background, Inoltre, l’insonnia, una volta comparsa tende a divenire una condizione permanente. Considerando, quindi, i considerevoli fattori di rischio associati ad una insonnia persistente (la bidirezionalità dimostrata con disturbi dell’umore – ansia e depressione – disturbi cognitivi, disturbi endocrino-metabolici e cardiovascolari) gli studi hanno fatto emergere le importanti implicazioni per prognosi e trattamento dell’insonnia.”

In Italia ben 12 milioni di persone soffrono di tali disturbi: difficoltà di addormentamento, frequenti risvegli durante la notte, risvegli precoci la mattina e difficoltà di riprendere sonno.

Secondo i recenti dati dell’Associazione Italiana per la Medicina del Sonno (AIMS), nel nostro Paese circa 1 adulto su 4 soffre di insonnia cronica o transitoria. Sono soprattutto le donne ad essere maggiormente interessate, circa il 60% rispetto al totale. Il 20% dei casi riguarda invece bambini e minori. Cifre che, secondo gli esperti, sarebbero addirittura raddoppiate nell’anno della pandemia da COVID.

“Un sonno frammentato e disturbato – dichiara il Prof. Alfredo Berardelli, Presidente della Società Italiana di Neurologia – predispone alla deposizione patologica nel cervello di proteine anomale, associate a fenomeni neurodegenerativi, all’infiammazione, all’arteriosclerosi. Riconoscere, quindi, un disturbo del sonno che ne comprometta qualità e durata del sonno notturno consente un tempestivo trattamento che eviterà anche pericolose conseguenze diurne quali disturbi dell’umore, cognitivi, di attenzione e sonnolenza.”

Il confinamento della pandemia ha impattato anche sulla popolazione pediatrica soprattutto per l’esposizione indiscriminata agli strumenti elettronici e l’assenza di sincronizzatori sociali che hanno causato una vera e propria esplosione di disturbi del ritmo circadiano, insonnia e conseguenti disturbi dell’umore e comportamentali. Considerando l’importante ruolo che il sonno ha nella prevenzione e nella promozione del benessere fisico mentale delle persone, e le gravi conseguenze prodotte da una sua scarsa qualità, è necessario prestare molta attenzione questa fascia di popolazione attraverso azioni d’intervento concrete.

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Secondo le proiezioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, se non si inverte la rotta urgentemente nel 2030 avremo quasi un raddoppio dell’obesità che sommata al sovrappeso costituirà circa il 70% della popolazione globale. Ad oggi, i decessi attribuibili direttamente all’obesità sono circa 3 milioni all’anno nel mondo, rappresentando, obesità e sovrappeso, il quinto più importante fattore di rischio per mortalità globale e si tenga presente che un obeso grave riduce la propria aspettativa di vita di circa 10 anni e ne passa ben venti in condizioni di disabilità. 

La situazione italiana, in materia di alimentazione, è particolarmente preoccupante. Circa 4 bambini su 10 in Italia sono sovrappeso o obesi e quindi a rischio di sviluppare ora e nel futuro malattie non trasmissibili come ad esempio cancro, diabete, malattie autoimmuni. Il problema, chiaramente, non riguarda solo i ragazzi, poiché, se guardiamo i dati relativi alla situazione a livello mondiale, circa il 39% della popolazione adulta è in sovrappeso o obesa. Dai dati ISTAT emerge che in Italia il 46% degli adulti è in sovrappeso, mentre 1 persona su 10 è obesa. 

Il 4 marzo prossimo si celebra il World Obesity Day 2022 e Fondazione Valter Longo specializzata nell’attività di ricerca e cura, in relazione alle problematiche legate all’alimentazione, è costantemente impegnata per evitare il protrarsi di tale primato favorendo un’adeguata educazione alimentare anche da un punto di vista terapeutico ai fini dell’obesità.

Dall’assistenza sanitaria in ambito nutrizionale svolta presso la Fondazione Valter Longo emerge che i pazienti obesi che seguono una dieta della longevità (alimentazione ricca di cereali integrali, verdura e basse quantità di grassi cattivi, cereali raffinati, dolci e carne rossa) con regolarità, per almeno sei mesi, possono perdere peso in eccesso e grasso viscerale, diminuendo il rischio per malattie cardiovascolari.

Secondo i dati raccolti dal team nutrizione della Fondazione Valter Longo sui propri pazienti, la perdita di peso che si ottiene nella popolazione di pazienti obesi grazie alla dieta della longevità può arrivare anche a -14 kg nell’arco di 6 mesi.

La Fondazione Valter Longo è in prima fila per creare consapevolezza su tutti i rischi derivanti da un’errata alimentazione e il World Obesity Day 2022 rappresenta l’occasione per promuovere una rinnovata alfabetizzazione sanitaria della comunità utile a risolvere il problema dell’obesità alla base, cosi da stimolare un ambiente volto alla prevenzione e al mantenimento del bene salute attraverso l’adozione di stili di vita salutari e scelte alimentari adeguate sin dall’infanzia” spiega Antonluca Matarazzo, Amministratore Delegato della Fondazione Valter Longo Onlus che aggiunge: “Una integrazione fra sistema sanitario pubblico e quello costruito dalle realtà del terzo settore, che andrebbe riconosciuto come parte di una complessiva offerta pubblica, sarebbe un passaggio auspicabile e necessario per agevolare l’impatto immediato di interventi realmente risolutivi”.

I lockdown e la situazione straordinaria della pandemia hanno favorito l’impennata del tasso di sovrappeso e obesità a livello globale, derivanti da maggiore sedentarietà e abitudini alimentari peggiorate. “Queste errate abitudini alimentari predispongono a infiammazione, peggioramento del sistema immunitario e della flora intestinale, con conseguente alterazione delle vie che controllano il senso di fame e sazietà”, spiega la Dott.ssa Romina Inés Cervigni, responsabile scientifica della Fondazione.

La chiave di volta è legata soprattutto all’educazione alimentare, che deve essere condotta già a casa, grazie all’esempio dei genitori, ma anche a scuola.

Proprio da questo muovono le iniziative di sensibilizzazione organizzate e promosse dalla Fondazione Valter Longo, che ha organizzato  un webinar in diretta dedicato agli studenti delle scuole superiori, ospitato dall’Istituto di Istruzione Superiore Luigi Castiglioni di Limbiate (MB): che andrà anche in onda in differita il 7 marzo su richiesta di alcuni istituti scolastici.

Il 4 marzo, inoltre, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 17.00 i nutrizionisti della Fondazione, fino ad esaurimento posti, offriranno consulti gratuiti a persone con problemi di obesità in video conferenza previo controllo del proprio BMI che deve essere uguale o superiore a 30. Per prenotazioni clicca qui. 

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“Leggiamo con profonda commozione la dichiarazione del Presidente dell’Accademia Europea di Neurologia, Prof. Claudio Bassetti, sulla situazione in Ucraina. La Società Italiana di Neurologia, una delle società neurologiche più grandi e antiche d’Europa, aderisce pienamente all’appello del prof Bassetti”.  Lo sostiene il Prof. Alfredo Berardelli, Presidente della Società Neurologica Italiana (SIN), sulla situazione in Ucraina. 
“Dal 1907 – aggiunge –  la Società Neurologica Italiana lavora per sviluppare una rete internazionale che coinvolga operatori sanitari e scienziati ucraini e russi nell’interesse dei pazienti affetti da malattie neurologiche. I pazienti neurologici sono fragili e necessitano di trattamenti continui e costosi e la guerra in Ucraina comprometterà la cura di questi pazienti. Ciò provocherà un maggior onere per la popolazione civile, per le famiglie ed inevitabilmente crescerà anche il numero di morti. Come medici e scienziati, siamo neutrali e apolitici e la nostra missione è di sostenere i nostri pazienti e i nostri colleghi nella lotta contro le malattie neurologiche. Come affermava Gino Strada: “La guerra, come le malattie mortali, si deve prevenire e curare. La violenza non è la medicina giusta: non cura la malattia, uccide il malato”.  A nome della Società Neurologica Italiana – conclude Alfredo Berardelli –  vi chiediamo di prendere in considerazione la possibilità di contribuire all’UNHCR e all’ICRC, che forniscono soccorso per l’assistenza delle vittime civili e dei rifugiati nella regione”