fbpx

Siomi e Smb, societa’ omeopatiche: “non si negano cure migliori”

Dopo il caso del bambino morto ad Ancona, commentano: “Nessun medico può permettersi di ergere l’omeopatia a cura esclusiva”

”Muore un bambino curato con l’omeopatia, davanti ad un evento così tragico non possiamo non esprimere, prima di tutto, il nostro cordoglio verso i familiari del piccolo”. E’ quanto la SIOMI (Società Italiana Omeopatia e Medicina Integrata) e la SMB (Società Medica Bioterapica) esprimono in una nota dopo il caso del bimbo di Ancona nella quale ribadiscono che ”la Medicina è una ed una soltanto. Essa si avvale in primis, di un’accurata visita clinica, quindi di mezzi diagnostici dai quali scaturiscono le terapie opportune.
In accordo con il Codice di deontologia medica, nessun medico deve far mancare al suo paziente la terapia migliore per ciascun caso clinico”.
‘La Medicina Integrata professa – spiegano – la ricerca della terapia migliore per ciascun paziente, senza pregiudizi e nemmeno preconcetti; sia essa farmacologica sia omeopatica o entrambe, nei casi in cui l’una o l’altra non siano da sole sufficienti ad avere ragione della malattia.
Nel caso specifico, oltre a ribadire che il bambino dovrebbe essere sempre curato da un pediatra e, nel caso dell’omeopatia, da un pediatra esperto anche in omeopatia, ribadiamo che nessun medico può permettersi di ergere l’omeopatia a cura esclusiva di una situazione di salute, per giunta acuta quale quella del piccolo. Non si può tuttavia scambiare un caso di, possibile, malpractice della medicina con ‘la medicina’. Altrimenti per ogni evento avverso che ogni giorno si registra in chirurgia o in medicina in un ospedale o nel territorio si dovrebbe applicare la stessa regola. Lo scopo della Medicina Integrata è la salute e la guarigione del paziente”.