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Slow Medicine per andarci piano con le spese. Evitare analisi e cure inutili per favorire saggezza, sostenibilità, efficacia e sobrietà della medicina

Napoli – Come rimodulare, nell’ottica della saggezza e sostenibilità della medicina e nel rispetto della slow medicine la spesa sanitaria rispetto al progressivo aumento dell’età della popolazione? Medicalive Magazine (www.medicalive.it) ha posto la domanda al dott. Andrea Fontanella, direttore del Dipartimento di Medicina dell’Ospedale Madonna del Buon Consiglio Fatebenefratelli di Napoli e presidente del Fadoi (Società scientifica di Medicina Interna). La risposta risiede nell’auspicata appropriatezza e soprattutto nell’applicazione dei principi della Slow Medicine. Il dott. Fontanella interviene anche sul ruolo della medicina interna. Il Fadoi aveva già in passato reso note le linee guida per la gestione del paziente anziano in Medicina Interna: non prescrivere “gastroprotezione” per la profilassi di ulcere da stress ai pazienti medici, a meno di alto rischio di sanguinamento; non trattare con antibiotici la batteriuria nei soggetti anziani, in assenza di sintomi urinari; non raccomandare la PEG (Percutaneous Endoscopic Gastrostomy) nella demenza avanzata; invece, preferire la alimentazione orale assistita; non eseguire esami di laboratorio ripetitivi di fronte a stabilità clinica e di laboratorio e non trasfondere emazie concentrate per livelli arbitrari di Hb (emoglobina) in assenza di sintomi di malattia coronarica attiva, scompenso, stroke. Insomma, si tratta di cinque pratiche a rischio d’inappropriatezza di cui medici e pazienti dovrebbero parlare.