fbpx

Stimoli elettrici per “resettare” gli organi

La bioelettronica contro le malattie, dall’infertilità al diabete

E’ appena agli inizi, ma promette già di mandare in soffitta molti farmaci: la bioelettronica è la nuova strada che molti laboratori, anche in Italia, hanno cominciato a percorrere e che stanno cavalcando colossi come l’azienda GlaxoSmithKline (Gsk) e Google. La scommessa è “resettare” gli organi, regolandone il funzionamento grazie alla stimolazione del sistema nervoso autonomo e poter curare in questo modo diabete, infertilità o asma.

I progetti pionieristici allo studio nel mondo sono presentati a Ginevra, nel convegno internazionale sulla neuroriabilitazione organizzato dalla fondazione svizzera Ibsa. “L’idea delle medicina bioelettronica è rivoluzionaria”, ha detto all’ANSA Silvestro Micera, che lavora fra l’Istituto di Biorobotica della Scuola Superiore Sant’Anna e il Politecnico di Losanna. “Si tratta – ha spiegato – di utilizzare il sistema nervoso simpatico e parasimpatico, ossia la fittissima rete di strade che collega gli organi fra loro in modo complesso ed efficace”. Recentemente, ha aggiunto, “si sta scoprendo che questo sistema svolge una funzione fondamentale nel regolare e nel consentire il corretto funzionamento degli organi”.

Il punto di partenza è individuare i parametri relativi al funzionamento regolare di un organo in modo da avere un punto di riferimento per ripristinarli in caso di anomalie apoteketgenerisk.com. “Una soluzione che è l’uovo di Colombo e che potrebbe aprire enormi possibilità per la clinica e la neuroingegneria”, ha osservato Micera. E’ la “realizzazione di un sogno” di molti pionieri della biolettronica: “posso immaginare – ha detto – di inserire un sistema impiantabile vicino a un organo per curare o alleviare il diabete, l’infertilità o l’asma”.

E’ un’idea che solo adesso sta cominciando a concretizzarsi. In Italia ci stanno lavorando i bioingegneri della Scuola Superiore Sant’Anna: “abbiamo le prime evidenze che può funzionare e c’è un grandissimo interesse”. L’interesse è molto forte ovunque nel mondo: basti pensare che in agosto la Gsk e la Verily (in origine Google Life Sciences) Galvani biotelectronics, con un budget di circa 750 milioni di dollari. Anche la Commissione Europea ha lanciato un progetto nello scorso aprile e lo stesso ha fatto l’agenzia Usa per la ricerca avanzata nella Difesa.