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Svelati dopo 37 anni i segreti della “Chernobyl batteriologica”

Ricostruito Dna dell’antrace che provocò 66 vittime in Urss nel 1979

Ricostruiti dopo 37 anni i segreti della cosiddetta “Chernobyl biologica”, l’incidente batteriologico che avvenne il 2 aprile 1979 nella città sovietica di Sverdlovsk (oggi Ekaterinburg) dovuto alla fuga di spore di antrace da uno stabilimento segreto di armi biologiche. A partire da campioni di due delle almeno 66 vittime i ricercatori guidati da Paul Keim, dell’università Northern Arizona, sono riusciti a ricostruire l’intero Dna dei microrganismi dispersi. 

Lo studio pubblicato in anteprima sul giornale online bioRxiv dimostra che gli scienziati del programma sovietico clandestino di bioarmamenti non avevano modificato il ceppo batterico per renderlo più resistente e letale.

Tenuto nascosto per anni dal regime sovietico, l’incidente di Sverdlovsk fu dovuto alla dispersione di antrace dallo stabilimento dove si producevano armi biologiche in modo clandestino, erano infatti vietate in base a una convenzione internazionale. Molte delle prove e cartelle cliniche delle vittime vennero eliminate e anche sul numero preciso di morti ci sono molte stime differenti. A distanza di quasi 40 anni il lavoro dei ricercatori americani ha permesso però di scoprire qualche dettaglio in più sull’incidente e cercare di capire qualcosa in più sui programmi sovietici di ricerca bellica. Analizzando campioni da due vittime i ricercatori sono riusciti a ricostruire integralmente il genoma dei batteri usati nei laboratori e scoperto che il ceppo usato non era stato modificato dai biologi sovietici, rendendolo ad esempio resistente a farmaci e vaccini. Lo studio fornisce anche uno strumento utile nel caso di attacchi terroristici: “adesso ne abbiamo l’impronta molecolare – ha spiegato Roland Grunow, uno degli autori dello studio – se il ceppo dovesse emergere di nuovo sapremmo riconoscerlo rapidamente”.