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Nuova collocazione per uno dei due mezzi dell’emergenza presenti a Carpi h24. Inaugurati i locali concessi in uso dal Comune di Carpi nella sede della Protezione Civile

Inaugurata sabato 13 ottobre a Fossoli di Carpi una nuova postazione del 118, che trova spazio nei locali concessi in uso all’Azienda USL di Modena dal Comune di Carpi nello stabile della Protezione Civile di via dei Trasporti 4.
L’ambulanza di stanza a Fossoli, precedentemente in postazione presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale Ramazzini, è una delle due presenti con infermiere a bordo h24 per il territorio di Carpi, ed è equipaggiata con attrezzature all’avanguardia impotenciastop.com. La nuova collocazione dell’ambulanza infermieristica assicura una copertura più efficace e tempestiva della città – permettendo di raggiungere più facilmente l’area nord ed est – e del Distretto, accorciando i tempi di intervento su Novi e Rovereto. In caso di eventi maggiori, inoltre, può intervenire a supporto anche verso Cavezzo o aree limitrofe.
La nuova sede garantirà anche un maggior livello di integrazione e collaborazione tra gli operatori del Dipartimento di Emergenza Urgenza e il personale del Nucleo Operativo di Protezione Civile del Comune di Carpi, che si dimostra particolarmente importante soprattutto in occasione di grandi emergenze.

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20 sono destinati alla copertura delle postazioni di Grosseto, 6 a Siena e 12 ad Arezzo


Prosegue la riorganizzazione e l’implementazione della rete dell’emergenza-urgenza nella Asl sud est, con l’ingresso di nuovo personale infermieristico.

 Come annunciato nei mesi scorsi, infatti, è stata pubblicata la delibera per “l’istituzione e l’attivazione delle procedure per la copertura di 38 posti per infermiere”, a tempo indeterminato che saranno così suddivisi: 20 per l’ambito provinciale di Grosseto, per le nuove Postazioni di emergenza territoriale (Pet). In particolare il personale sarà adibito alla gestione delle ambulanze infermierizzate e ai trasferimenti degli assistiti. 6 posti sono assegnati all’ambito provinciale Senese, per le attività di ambulanza. Infine, 12 sono gli infermieri assegnati ad Arezzo per le attività di ambulanza e per il servizio di automedica.

Intanto è stato avviato l’iter amministrativo per attivare le procedure di mobilità, come previsto dalla normativa. Nel frattempo, per velocizzare l’ingresso in servizio del personale necessario a garantire il pieno funzionamento delle Pet in provincia di Grosseto, previste nella nuova organizzazione della rete dell’emergenza-urgenza, verranno assunti a tempo determinato 20 infermieri, attingendo alle graduatorie regionali già esistenti.

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Pubblicato un vademecum

Chiamare il 118 è fondamentale in caso di necessità, ma è altrettanto importante, perché funzionino bene, non chiamarli quando non serve. Per aiutare i cittadini a capire quando e come chiamare il 118, il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Stato di San Marino ha elaborato e diffuso un volantino contenente alcune informazioni utili. Chiamando il 118 da telefono cellulare è possibile che si venga indirizzati a centrali delle regioni italiane confinanti, ma sarà poi il personale che riceve la chiamata a trasmettere alla sede di San Marinò la richiesta di soccorso. Per ottenere un intervento tempestivo e una risposta sanitaria adeguata alle condizioni dell’infortunato, è necessario che l’utente che chiama il 118 collabori con l’operatore della centrale. Quest’ultimo, formulando alcune semplici domande, è in grado di identificare la gravità della situazione e di stabilire la tipologia di intervento migliore. A seconda della richiesta di soccorso è possibile porre in atto misure correlate alla gravità prevista. Nel volantino vengono indicati i casi in cui chiamare il 118 e cioè per: grave malore; incidente di rilievo, domestico, sportivo stradale o sul lavoro; ricovero urgente; situazione certa o presunta di pericolo di vita.
Ci sono poi tutti quei casi in cui non è assolutamente indicato chiamare il 118: per avere informazioni, perché non si trova il proprio medico curante e non si tratta di un caso urgente, perché c’è un incidente o un incendio senza feriti, per richiedere un’ambulanza per un intervento che non è urgente, perché si assiste a una rissa o si è di fronte a una persona ubriaca che minaccia l’ordine pubblico (in tali casi si chiamano le forze dell’ordine digitando il 112 o il 113).

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Se hanno bolla aria abbastanza grande e ‘protetti’ da macerie

C’è ancora speranza di trovare qualche superstite sotto le macerie dell’hotel Rigopiano, se si è trovato in una sacca d’aria sufficientemente grande. Lo afferma Mario Costa, presidente onorario della Società Sis 118, secondo cui a questo punto è l’ipotermia il rischio maggiore che si corre.
“Una possibilità c’è sempre – spiega Costa – si può trovare una sacca d’aria sufficiente sotto le macerie che dà la possibilità di respirare, e anche la presenza di neve offre l’occasione di bere. Se si trattasse di persone semplicemente sotto una valanga sarebbe un problema, perchè in quelle condizioni si resiste molto meno, dopo poche ore la sopravvivenza si abbassa molto. Qui il disastro è sotto certi aspetti anche una ‘fortuna’, perchè i detriti, se non hanno provocato traumi gravi come la sindrome da schiacciamento, danno la possibilità di essere protetti dal contatto diretto con la neve”.
A cinque giorni dalla tragedia è ora il freddo il problema principale. “Anche se non si è a contatto diretto con la neve il freddo è un problema a questo punto – sottolinea l’esperto -, il rischio ipotermia è molto grande”.

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La stagione estiva porta un potenziamento dei mezzi di soccorso dell’Ulss 12 Veneziana, in ogni parte del territorio. “A Venezia – spiega il Direttore Generale Giuseppe Dal Ben – l’Azienda sanitaria schiera stabilmente durante l’estate una quinta idroambulanza. Entrerà in servizio dal 15 giugno e resterà operativa fino al 15 settembre. Come già avvenuto nel corso dell’estate del 2015, questa quinta idroambulanza stazionerà durante i fine settimana al pontile del Distretto sanitario di Pellestrina. Ma in più quest’anno la quinta barca resterà attiva anche durante i giorni feriali: stazionerà al Lido di Venezia, al pontile del Nicelli, dalle 8.00 alle 20.00”. 
“Con questa duplice collocazione – spiega ancora il Direttore Generale – la quinta idroambulanza costituirà un potenziamento continuativo del parco barche impegnato per il soccorso nella zona insulare. Sarà al servizio della popolazione del Lido e di Pellestrina in particolare, collegando queste isole agli ospedali di Venezia, di Mestre e di Chioggia, a seconda delle necessità; ma se necessario opererà anche a supporto del soccorso a Venezia e al Cavallino”.
Sempre restando nella zona insulare, anche il parco macchine automobilistico viene potenziato in vista della stagione estiva turistico/balneare. E’ già presente e operativa, presso il Punto di Primo Intervento al Monoblocco, la seconda autoambulanza che rafforza il sevizio di emergenza/urgenza del Lido di Venezia. Si tratta di un’ambulanza ALS, cioè con strumentazione completa e infermiere professionale a bordo, che è già in linea dal 1 maggio, tutti i giorni dalle 8.00 alle 20.00. Questa ambulanza “estiva” sarà di stanza al Lido fino alla fine di settembre; si aggiunge all’altra ambulanza ASL normalmente operativa al Lido, 24 ore su 24, 7 giorni su 7, durante tutto l’anno, e alla terza ambulanza ALS attiva a Pellestrina, sempre 7 giorni su 7, e 24 ore su 24.
Anche a Cavallino-Treporti l’Ulss 12 “raddoppia” le ambulanze: a quella già operativa tutti i giorni h24 se n’è aggiunta dal 1 maggio una seconda, anche questa completamente attrezzata e con medico e infermiere a bordo. La seconda ambulanza del Cavallino resterà operativa fino al 30 settembre, dalle 8.00 alle 20.00.
L’Ulss 12 potenzia inoltre la presenza medica, anche grazie alla collaborazione dei gestori dei Camping locali: presso la sede della Croce Verde opera ed esce in servizio di urgenza, dal 1 maggio al 30 settembre, un medico in più: nei giorni feriali questo medico in più opera dalle 8.00 alle 20.00, ma nei festivi, al sabato e alla domenica la presenza di un medico in più si allarga anche alle ore notturne, per presidiare le notti di maggior traffico e a maggior rischio di incidenti.
A Venezia, che già beneficerà della presenza in acqua della quinta idroambulanza, l’Ulss 12 schiera nel periodo estivo un medico in più in servizio con il SUEM 118, che sarà quindi operativo dalle 8.00 alle 20.00 tutti i giorni dal 1 giugno al 30 settembre.
Un secondo medico potenzierà, nello stesso periodo e con lo stesso orario, il Pronto Soccorso del Civile, in cui l’Ulss 12 mette in campo dal 15 giugno al 15 settembre, anche 3 infermieri in più e 3 ulteriori operatori sanitari.
Potenziata anche la Centrale Operativa 118, cuore della gestione dei soccorsi, dove nel periodo giugno-settembre sarà in servizio un operatore in più, tutti i giorni, dalle 8.00 alle 20.00.

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Dopo dieci anni di attesa, nella scuola approda il primo soccorso. Il nuovo ddl scuola di recente approvato dal parlamento prevede che, tra le materie facoltative, ci sia anche il primo soccorso, una richiesta fatta nel 2005 da una legge di iniziativa popolare che aveva raccolto 93mila firme.

“E’ la più grande rivoluzione culturale per la sanità italiana degli ultimi decenni – afferma Mario Balzanelli, direttore del 118 di Taranto e promotore della legge – non solo l’Italia si allinea al livello internazionale che prevede l’insegnamento delle manovre salvavita come obbligatorio nella scuola. In più ci consente di affermare con certezza che verranno salvate negli anni a venire innumerevoli vite”.

“Potenzialmente, spiega Balzanelli, che è anche segretario nazionale della Società Sistema 118, 20mila morti l’anno sono evitabili con una corretta applicazione delle tecniche nei minuti immediatamente successivi a un arresto cardiaco o a una ostruzione delle vie aeree, in attesa dell’arrivo dell’ ambulanza”.

Il 118 nazionale ha creato un corso per le scuole da otto ore, grazie a una sperimentazione della Asl di Taranto, e lo sta per proporre ufficialmente al Miur mettendo a disposizione gratuitamente i propri operatori per i futuri corsi.

“Se si interviene nei primi 3 minuti e in modo appropriato – sottolinea Balzanelli – le chance di sopravvivenza di una persona in arresto cardiaco raddoppiano. Quello che si è realizzato nel nostro paese è un vero e proprio traguardo di civiltà”.