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L’appuntamento è in programma oggi, 11 marzo ad Arezzo
 
AREZZO – Secondo incontro aperto al pubblico per il ciclo “Ben-essere: incontri per la promozione di stili di vita salutari e consumi consapevoli”, organizzato da Unicoop Firenze (sezione Soci di Arezzo) in collaborazione con la Asl Toscana sud est.
 
L’appuntamento è per oggi, lunedì 11 marzo alle 17,30 nella sala soci del Centro*Arezzo di viale Amendola. Sarà affrontato l’argomento dell’alimentazione, i cibi e l’importanza di saper leggere le etichette dei prodotti.
 
Parteciperanno Patrizia Baldaccini (resp. U.O. Igiene degli alimenti e della nutrizione), Donatella Cortini del Dipartimento della Prevenzione e Promozione della salute e Rosella Rocchi, resp. Ufficio Qualità Unicoop Firenze.
 
L’ingresso è libero.

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Lunedì 17 dicembre alle ore 15.30 il Consultorio familiare di Oristano ospiterà l’incontro dedicato all’alimentazione complementare guidata dal bambino.

ORISTANO– Lunedì 17 dicembre alle ore 15.30 il Consultorio familiare di Oristano (via Carducci, 41, quarto piano) ospiterà l’incontro dedicato all’alimentazione complementare guidata dal bambino, una modalità di introduzione dei cibi alternativa al rigido schema dello svezzamento.

Scopo dell’appuntamento è quello di illustrare ai futuri e ai neogenitori le differenti modalità di introduzione dei cibi nell’alimentazione del bambino, accanto al latte materno, in modo tale che ciascuno possa scegliere quelle che si addice alle proprie abitudini ed alla propria cultura. «Al contrario di quanto si sosteneva in passato, oggi è stato sfatato il luogo comune che esista un solo schema per avviare il bambino ai nuovi cibi. I nuovi orientamenti ci dicono che il piccolo può attingere dal piatto dei genitori, con gli opportuni accorgimenti per favorirne la masticazione e la digeribilità, e condividere con la sua famiglia gli stessi cibi» spiega la pediatra Maria Antonietta Grimaldi, responsabile del Consultorio di Oristano ed organizzatrice dell’evento. «Oltre che favorire nel bambino l’attitudine a sperimentare tanti gusti diversi, l’alimentazione complementare ha il vantaggio di trasformare il momento dei pasti in un’occasione di socializzazione per l’intera famiglia, che si trova riunita insieme intorno alla tavola a condividere non solo i cibi, ma il proprio tempo».

L’alimentazione complementare su richiesta permette inoltre di far riscoprire anche agli adulti la sana alimentazione, perché l’attenzione e le buone pratiche solitamente adottate per la preparazione dei cibi per i più piccoli – come quelle di moderare sale e dolci e preferire ingredienti locali e di stagione – vengono estese all’intera famiglia. «Cucinare e mangiare sano ed equilibrato – informa la responsabile del Consultorio familiare di Oristano – dovrebbe essere una buona abitudine per tutta la famiglia: per proteggere la propria salute e prevenire le malattie è fondamentale una buona alimentazione, che deve essere mantenuta non solo nei primi anni, ma nell’intero arco della vita di una persona». Abituare i bambini fin da piccoli a mangiare bene e condividerne i menù con mamma e papà può quindi essere un buon punto di partenza per educare ed educarsi a una corretta alimentazione.

All’evento sono invitati a partecipare non solo i genitori, ma anche i loro bambini. L’accesso è aperto a tutti e gratuito, senza necessità di prenotazione

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In occasione dell’Obesity Day, si terrà un’iniziativa al San Donato. Ecco i dati in provincia di Arezzo nella fascia di età 18-69 anni

Mercoledì prossimo 10 ottobre ricorre l’Obesity Day, la giornata nazionale per la prevenzione e cura del sovrappeso e dell’obesità. Si tratta di una iniziativa dell’Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica (ADI) e, come ogni anno, aderisce anche la Asl Toscana sud est.
Dalle 9 alle 13, nella hall dell’ospedale San Donato di Arezzo, saranno presenti medici della Unità Operativa Igiene degli Alimenti e Nutrizione, operatori della Dietetica Professionale e operatori della Promozione della salute. Verrà consegnato materiale informativo e fornite indicazioni sulla corretta alimentazione e sul rapporto tra stili di vita e benessere. Sarà presentato il progetto “Pranzo sano fuori casa”, che l’Azienda Sanitaria ha condiviso e realizzato con il mondo della ristorazione. Un’azione importante è rafforzare e recuperare lo stile di vita mediterraneo, per ridurre l’incidenza delle malattie cronico degenerative (diabete, cardiopatie ecc.) e tumorali.
Come risulta dai dati rilevati dal Sistema di Sorveglianza PASSI (Progressi delle Aziende sanitarie per la Salute in Italia), in provincia di Arezzo la percentuale di persone (tra i 18 e i 69 anni) obese è del 7,5%, rispetto ad una percentuale dell’8,2% rilevata nella Asl Toscana Sud Est e nella Regione Toscana. In ambito provinciale aretino, sono più obesi gli uomini (8%) rispetto le donne (7%).
Nelle persone in sovrappeso, la media aretina (29,7%) è più alta di quella regionale (28,1%). Anche in questo caso, sono più gli aretini (35,7%) che le aretine (23,75%) ad essere in sovrappeso.
Negli ultimi 50 anni in Italia, come certificato dall’ADI, i consumi alimentari si sono progressivamente allontanati dal modello alimentare mediterraneo, passando da un consumo medio di 2.956 kcal giornaliere (anno 1961) a circa 3.627 kcal di oggi. Anche il consumo di proteine è aumentato (+110,7%) così come quello dei grassi di origine animale (+111,4%); i carboidrati complessi si sono ridotti del 9% mentre il consumo di zuccheri aggiunti è cresciuto di circa il 20%.
L’aumento di obesità e sovrappeso è provocato in buona parte dall’incremento dei consumi di alimenti ad alta densità energetica ma di basso valore nutrizionale (alimenti con grasso visibile, soft drinks con dolcificanti calorici, prodotti da forno/snacks, dolciumi) e una diminuzione importante dell’esercizio fisico.

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L’alimentazione amica del cuore comprende pasta, peperoncino, cioccolato fondente e caffè. Ma non solo. Lo rivelano i cardiologi di PLACE – Platform of Laboratories for Advanced in Cardiac Experience, summit in corso a Roma durante il quale, grazie al contributo di illustri relatori internazionali come, ad esempio, il dottor K. Uno, è stato fatto il punto su una vera e propria “dieta salvacuore”, sullo stile di vita ed alimentazione giapponese, la popolazione più longeva del mondo.
«Gli alimenti, se scelti con cura e cucinati nella maniera giusta, sono i veri farmaci del futuro, soprattutto per il cuore», spiega il professor Leonardo Calò, Direttore Uoc di Cardiologia del Policlinico Casilino e Presidente del Congresso PLACE. No alla demonizzazione dei carboidrati, innanzitutto: «Pane e pasta fanno bene, preferibilmente integrali, di farro e di orzo», sottolinea il professor Calò. Via libera a spezie e aromi come origano, capperi, cipolla rossa, pepe, curry, zenzero, basilico, prezzemolo perché «hanno un effetto potentissimo sulla longevità». No a inutili allarmismi su cioccolato (meglio fondente) e caffè che, secondo il professor Calò, «non fa male, anzi, ha un’azione benefica fino a 2/3 tazzine al giorno, ma senza zucchero, al limite con una punta di zucchero di canna o con un po’ di miele».
Inoltre, anche cibi e bevande “rosse” sono amici della salute: sì al vino rosso, al peperoncino, ai frutti rossi/violacei (come fragole e frutti di bosco) e al pomodoro, «ancora meglio se cotto perché libera una sostanza che ha azione positiva anche per contrastare cancro», rivela Calò. Attenzione, invece, alle proteine animali (massimo 0,8 grammi per chilo di peso), al sale (da ridurre, se non da eliminare) e ai succedanei del pane come cracker e grissini che «provocano un picco di insulina e fanno venire fame», conclude il professore.

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Problemi già a 8 anni-10 anni

Colpiscono già all’età di 8-10 anni, e spesso rimangono nascosti per decenni. I disturbi dell’alimentazione, anoressia e bulimia in testa, riguardano circa 3 milioni di italiani. Ma molto si può fare per prevenirli, anticipare la diagnosi e migliorare gli interventi di cura. Questi gli obiettivi della Giornata Mondiale sui Disturbi Alimentari, promossa dall’Academy of Eating Disorders che si è celebrata il 2 giugno.
Secondo una recente indagine della Società Italiana di Pediatria (Sip), il 28% di un campione di 10 mila adolescenti esaminato si vede in sovrappeso, ma solo l’11,7% lo è effettivamente secondo le valutazioni del pediatra. Un’immagine distorta del proprio aspetto fisico, ma anche difficoltà relazionali ed aspettative estetiche sempre più alte contribuiscono a porre le basi di questo problema. All’insegna dell’hashtag #WeDoActTogether e #WorldEatingDisordersDay, in occasione del 2 giugno, l’associazione nazionale Consult@Noi sta diffondendo sui social le “9 verità sui disturbi alimentari”. La prima recita: “le persone che ne soffrono hanno un aspetto sano ma possono essere molto malate”, la seconda invece suggerisce che “le famiglie non sono da biasimare, spesso sono anzi di grande aiuto”. Nove sono anche gli obiettivi da raggiungere attraverso una maggiore sensibilizzazione delle istituzioni al problema. Tra questi, l’invito a una maggiore collaborazione con medici e pediatri per anticipare la diagnosi, ma anche cure accessibili e interventi nelle scuole.

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“Con la menopausa una donna su due va incontro ad un aumento di peso in media di 600 grammi l’anno. Ma i chili in più non si depositano in modo omogeneo sul corpo, bensì concentrati sul girovita, che cresce fino a 5,5 centimetri, provocando malattie cardiovascolari e diabete”. A mettere in guardia è Rossella Nappi, docente di Ginecologia e Ostetricia dell’IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia, intervenuta all’incontro ‘Alimentazione e Menopausa’ organizzato dal Ministero della Salute presso il Padiglione Italia dell’Expo di Milano.

“Contro questi rischi, la dieta deve prevedere molte fibre, ma anche spezie come curcuma e salvia, ovvero ‘alimenti funzionali’ poiché agiscono anche sul metabolismo”, consiglia la Nappi.

Il problema che molte donne riscontrano appena entrate in menopausa è il senso di fame improvviso, sbalzi d’umore e una minore propensione all’attività fisica. Fattori, questi, che contribuiscono all’aumento di peso.

“Ma il grasso che va a costituire le maniglie dell’amore – spiega l’esperta – è grasso cattivo, androide. Quello che ne deriva non è un problema solo estetico, come denunciano molte, ma cardiovascolare. Provoca infatti insulinoresistenza, anticamera di diabete, infarto e ictus, ma anche tumori”.

“La dieta giusta”, continua ancora la Nappi, “si basa sull’assunzione, al posto di pasta e pane di grano duro, di cereali integrali. Grazie alle fibre, infatti, non solo si ha un apporto calorico ridotto, ma si modifica il modo in cui bruciamo grassi e zuccheri, diminuendo anche i picchi di insulina”.

Secondo la ginecologa, la giusta dieta, coadiuvata con le giuste spezie e le giuste sostanza, come la curcuma, il cacao, la salvia o il tofu, può arrivare a sostituire le terapie ormonali contro i sintomi da menopausa, sempre meno amate dalle donne.

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Una migliore alimentazione per i cittadini americani, questo voleva il Presidente Obama durante le sue campagna elettorali. Ora finalmente qualcosa si muove. La Food and Drugs Administration ha vietato l’uso alle aziende alimentari  di grassi insaturi artificiali, perché ritenuti una grave minaccia per la salute. Il divieto entrerà progressivamente in vigore nell’arco di tre anni.

Il bando a livello nazionale segue quello della città di New York, istituito nel 2006 sotto l’amministrazione Michael Bloomberg, e quello della California deciso nel 2008. “L’azione della Fda su ciò’ che e’ la fonte di grassi idrogenati – ha detto Stephen Ostroff, numero due dell’agenzia che ha la supervisione su cibo e medicinali – dimostra che l’impegno principale di questo ente e’ la salute degli americani”. “Questa misura – continua – contribuirà a diminuire la malattie coronariche e a prevenire migliaia di infarti ogni anno”.

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L’Università Cattolica lancia l’allarme. Secondo un suo studio pubblicato oggi, in occasione della Giornata della Ricerca, dedicata quest’anno al tema della nutrizione, un anziano su tre mangia male o addirittura si nutre di cibo scaduto.

Lo studio ha coinvolto 200 anziani con un’età media di 74 anni, la maggior parte dei quali, evidenzia la ricerca, sceglie la propria dieta basandosi sulla tv. Solo una piccola parte del campione chiede al Medico di Famiglia consigli su alimentazione e stile di vita. ”Le carenze nutrizionali e una non corretta alimentazione associate a una ridotta attività fisica – ha spiegato Francesco Landi, del dipartimento di Geriatria – possono essere causa di insorgenza della fragilità fisica e cognitiva durante l’invecchiamento”.

Lo studio mette in evidenza come le cattive abitudini alimentari possano portare ad un aumento fino al 30% delle possibilità di sviluppare un tumore in età avanzata.

 

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ROMA – Uno studio della ‘Nutrition Foundation of Italy’ (Nfi) conferma che il consumo di pollo e tacchino, al posto della carne rossa, riduce i rischi per la salute. Secondo gli esperti “un adeguato consumo di carne bianca migliorerebbe la qualità complessiva della dieta della popolazione italiana”. Un consiglio in controtendenza con la realtà perchè in Italia, a tavola, trionfa ancora la bistecca. E’ ‘rosso’ il 38% dei consumi mentre solo il 25% è riservato alle carni avicole, percentuale molto al di sotto della più performante media europea. Lo studio Nfi esclude ogni correlazione tra l’assunzione di pollame e la mortalità per cause cardiovascolari. Non solo. E’ emerso che a livelli più elevati di consumo di pollame, pesce e frutta a guscio corrisponde un rischio di eventi coronarici inferiore rispetto a quello legato al consumo di carni rosse. Dal punto di vista scientifico il dato è legato soprattutto al basso tenore di ferro nella forma eme, di sodio e alla presenza di grassi polinsaturi nelle carni avicole. In questo senso, si conclude nel Documento di consenso, il consumo di carni avicole, in alternativa ad altre fonti proteiche, potrebbe rappresentare una strategia utile per controllare il rischio coronarico. Il documento – coordinato da Andrea Poli, presidente Nfi, e Franca Marangoni, ricercatrice Nfi, con il supporto di diversi specialisti italiani – sarà pubblicato sulla rivista scientifica internazionale ‘Food Nutrition Research’.